SMART & GREEN, PILASTRI DELLO SVILUPPO. PER TERRITORI INCLUSIVI, INTELLIGENTI E CAPACI DI PUNTARE SULL'USO DELLE RISORSE NATURALI PER NUOVE FORME DI ECONOMIA. SEMINARIO UNCEM GIOVEDI 21 DICEMBRE A TORINO

Smart e Green sono due nuovi pilastri dello sviluppo dei territori. Innovazione ed economia verde si uniscono agli "storici e imprescindibili" assi dello sviluppo, l'agricoltura e il turismo. Uncem dedica ai due fronti un seminario di approfodimento nella mattinata di giovedì 21 dicembre, dalle ore 9,30 al Circolo dei Lettori di Torino. Una mattinata di lavoro divisa in tre momenti: il primo dedicato al "valore dei territori", tre aree montane piemontesi nelle quali sono stati verificati i parametri socio-economici e soprattutto calcolati quanto valgono i servizi ecosistemici-ambientali che le zone montane individuate garantiscono, producono e custodiscono. Poi l'analisi delle cinquanta proposte delle imprese, pervenute a Uncem a seguito di un bando di inizio 2017 sui temi green e smart: strategie, strumenti, progetti opportunità a beneficio dei territori e capaci anche di stimolare la Regione per una misura del Por Fesr capace di finanziare interventi che favoriscano innovazione e riduzione del divario digitale, economia circolare e nuove energie.

Grazie al progetto supportato dalle Fondazioni Crt e Crc, Uncem ha scelto tre aree pilota nelle quali declinare opportunità di crescita inclusiva grazie ai fondi europei disponibili. Sono la Valle Stura, le Valli Chisone e Germanasca, l'Alto Tanaro e le Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Val Bormida. I dati economici e sociali sono stati raccolti dal Caire e da Fondazione Montagne Italia. Per ciascuna, il territorio è finalmente in grado di sapere il valore dei beni ambientali, paesaggistici, naturali: si tratta di decine di milioni di euro, prendendo in considerazione il "capitale naturale", i servizi relativi a clima, prevenzione del dissesto, regolazione delle acque, fertilità dei suoli, habitat e biodiversità, estetica, preservazione del suolo. In Italia, il valore dei servizi ecosistemici supera i 90 miliardi di euro, il 5% del Pil. L'analisi Uncem con Fondazione Montagne Italia fa un calcolo per ciascun Comune delle tre aree, evidenziando che il Paese non ha ancora capito l'importanza di riconoscere questi servizi e anche il mancato avvio di transazioni di mercato né di compensazioni operate dall'economia pubblica e privata. La base di dati è l'elemento centrale per promuovere incontro di domanda e offerta.

Pagamento dei servizi ecosistemici, smart-grid, fonti energetiche rinnovabili, rigenerazione del territorio e dei borghi, green communities, Agenda digitale e piano per la Banda ultralarga, eco-social smart villages sono alcune delle possibili declinazioni progettuali di una complessiva strategia inclusiva e sostenibile che vuole dare più competitività ai territori. Proviamo a dare ai territori, ai Comuni e alle Unioni montane nuovi strumenti, mostrando buone pratiche e i finanziamenti comunitari e regionali disponibili. Penso ad esempio al piano europeo per gli Smart eco-social villages, dove gli strumenti tecnologici si uniscono alla sostenibilità ambientali degli interventi.

Nel corso del seminario - aperto ad Amministratori locali, imprese, terzo settore, associazioni di categoria, docenti e studenti universitari, stakeholders, cittadini - verranno premiate le migliori tesi di laurea sulla montagna. Trenta i lavori presentati sul bando Uncem, con focus su agroalimentare, recupero dei borghi, sostenibilità ambientale, energie rinnovabili. Quattro i premi che verranno assegnati da Uncem giovedì al Circolo dei Lettori. Uncem chiamerà inoltre le cinquanta imprese dei settori smart e green a presentare le soluzioni innovative segnalate, a disposizione delle Unioni montane e per le quali Uncem chiederà alla Regione di attivare risorse europee per finanziare azioni integrate nei borghi montani. 
Uncem
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