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Una delle case di Ostana Una delle case di Ostana
L'itinerario tra le borgate di Ostana L'itinerario tra le borgate di Ostana

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La pagina della Stampa di Cuneo dell'11 ottobre 2012 La pagina della Stampa di Cuneo dell'11 ottobre 2012
Servizio dedicato al workshop Uncem
La presentazione del lavoro fatto dall'Istituto di Architettura Montana a Ostana La presentazione del lavoro fatto dall'Istituto di Architettura Montana a Ostana
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Il manuale curato dall'Istituto di Architettura Montana del Politecnico di Torino Il manuale curato dall'Istituto di Architettura Montana del Politecnico di Torino
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A OSTANA, UN VIAGGIO NELLA MONTAGNA CHE TORNA A VIVERE

Seconda giornata del workshop Uncem dedicato al recupero del patrimonio edilizio dismesso delle Terre Alte
I partecipanti al workshop davanti al municipio di Ostana Qualità architettonica, identità e comunità, sostenibilità ambientale, offerta di un turismo pertinente e rispettoso dei luoghi. Sono le principali caratteristiche del borgo di Ostana, nella Valle Po (CN): un vero e proprio "laboratorio" per la costruzione di una nuova abitabilità della montagna. Sabato 13 ottobre 2012, il paese ha ospitato la seconda giornata del workshop Uncem dedicato al recupero delle borgate alpine e alla rivitalizzazione del patrimonio edilizio dismesso delle Terre Alte. La prima giornata, lunedì 8 a Torino, ha visto la partecipazione, nella sala del centro congressi della Regione, di oltre 300 architetti, ingegneri, geometri, operatori del settore edile, docenti, studenti, agenti immobiliari, imprenditori, investitori, sindaci e amministratori comunali, funzionari e dirigenti delle Comunità montane e dei Gruppi di Azione Locale. Molti sono stati presenti anche a Ostana. Nella sala del Palazzo comunale, il progetto Uncem è stato presentato dal presidente Lido Riba e da Marco Bussone. Gli architetti Massimo Crotti e Antonio De Rossi, docenti al Politecnico di Torino e animatori dell'Istituto di Architettura Montana, hanno illustrato l'importante lavoro di riqualificazione edilizia avvenuto a Ostana negli ultimi vent'anni. Un percorso esportabile e replicabile - Ostana fa parte della rete dei "Borghi più belli d'Italia" e dei "Borghi sostenibili" del Piemonte - che fa scuola. La rivitalizzazione del patrimonio di immobili - pubblici e privati - ha permesso un reale reinsediamento, di famiglie e anche di giovani, che hanno creato nuove attività imprenditoriali, in particolare nel campo dell'agricoltura multifunzionale e nel settore turistico-ricettivo. Un lavoro seguito passo dopo passo dall'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giacomo Lombardo. Ostana è anche uno dei trenta Comuni che ha ricevuto i finanziamenti - per la borgata Sant'Antonio - della misura 322 del Psr, aperta dalla Regione Piemonte nel 2009. A questo progetto si è ispirato il programma Uncem, lanciato il 5 giugno 2012, che permetterà, grazie a 3 milioni di euro di capitali di imprese private, di riqualificare intere borgate nelle aree montane del Piemonte. Gli architetti De Rossi e Crotti guideranno i partecipanti alla giornata di Ostana in un itinerario tra il capoluogo e i suoi borghi; al termine, sarà possibile degustare prodotti tipici locali nei ristoranti del paese posto ai piedi del Monviso, gigante di pietra.

«Alla rivitalizzazione del patrimonio immobiliare - ha detto il sindaco Giacomo Lombardo - abbiamo unito una preziosa opera di crescita culturale attorno alle nostre radici, occitane, e questo ha contribuito a creare il senso di comunità che oggi rende vero e bello un paese. Questo ci ha permesso anche di esportare il nome del Comune, la nostra esperienza, fuori dal Piemonte. Siamo dunque stati orgogliosi di accogliere i partecipanti al workshop di sabato e ringrazio l'Uncem per l'impegno nella valorizzazione delle Terre Alte, sul piano economico, sociale e antropologico. E' una sfida importante che ci coinvolge in prima persona, assieme agli altri 550 Comuni montani piemontesi». Tra gli ultimi progetti di cui si è occupata l'Amministrazione comunale, vi è la riorganizzazione dell'ingresso del paese, con la nuova porta di Ostana e la realizzazione di una moderna palestra di roccia accanto al rifugio "La Galaberna". «Con la Fondazione per il Libro, la Musica, la Cultura - ha affermato sabato a Ostana il presidente Rolando Pocchioni - abbiamo creato due parchi culturali, dedicati al "Paesaggio Umano", uno nelle Langhe e uno nelle terre del riso. Perché non farne uno anche qui a Ostana? Qui ci sono forti elementi di identità, radicati nella tradizione occitana. Siamo certi che, come spiega Levi-Strauss, dobbiamo ascoltare il territorio come si ascolta il crescere del grano. Le pietre sono testimonianza di un passato che non è morto ».
 
A partire dalla metà degli anni '80, le diverse amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso del tempo hanno perseguito - insieme alla comunità locale e a progettisti qualificati - una diffusa e condivisa politica di recupero delle antiche costruzioni montane in un'ottica di qualità. «Quella di Ostana - hanno evidenziato gli architetti Crotti e De Rossi - è una vicenda non comune, specie se pensiamo al contesto delle valli delle Alpi occidentali italiane, dove il patrimonio architettonico e paesaggistico continua molte volte a essere ancora visto più come un problema che come un'opportunità». Una vicenda in cui gli interpreti principali sono stati i sindaci Giacomo Lombardo (sindaco dal 1985 al 1995, e dal 2004 a oggi) e Marco Bovero (dal 1995 al 2004), progettisti locali come Renato Maurino, ma soprattutto l'intera comunità locale. Il riuso e la riqualificazione del patrimonio architettonico, ma anche la costruzione degli edifici ex novo in un'ottica di qualità, hanno determinato una nuova identità e riconoscibilità di questo piccolo Comune di alta montagna, duramente colpito dai processi di spopolamento del secondo dopoguerra. «Ostana - ha proseguito il sindaco - oggi intende porsi come un piccolo punto di riferimento che invia dei segnali discreti all'esterno, fornendo spunti positivi per un futuro della montagna europea, italiana, piemontese e occitana».



Uncem
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