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I PRESIDENTI DI COMUNITÀ MONTANA INCONTRANO GLI ASSESSORI VIGNALE E MOLINARI: ''NECESSARIO IL SUPPORTO DELLA REGIONE''

"Ringraziamo gli assessori Vignale e Molinari per l'importante momento di incontro e ragionamento avvenuto ieri pomeriggio a Torino, il primo dopo il 1^ gennaio 2010 quando vennero attivate le 22 Comunità montane (ridotte dalle precedenti 48). Dimostra un atteggiamento costruttivo che crediamo possa essere mantenuto nell'affrontare le sfide e i problemi dei prossimi mesi.

Nel documento sottoposto agli assessori, evidenziamo la necessità di un ruolo di guida da parte della Regione Piemonte del processo di transizione e nascita delle Unioni montane. Un coordinmento, con atti di indirizzo, comunicazioni ai sindaci e ai presidenti, supporto tecnico e istituzionale.

È altresì significativo siano stati erogati 8 milioni di euro nei giorni scorsi dalla Regione alle Comunità. Si tratta della metà del finanziamento totale di 17 milioni, previsto a bilancio nel 2012. Consente di pagare il personale, risolvere gravi problemi di cassa di alcuni enti, pagare imprese e fornitori, rate di mutui.

Sul fronte istituzionale, Oggi la situazione è paradossale. Sono nate solo 5 Unioni montane e la legge regionale 11 del 2012 ha previsto la disgregazione di un sistema di enti che andava forse corretto, ma non demolito. A patire sono infatti i cittadini, che non hanno in questo momento un soggetto che eroghi loro i servizi, come il socio assistenziale, i trasporti, le mense, lo sgombero neve in molti territori montani.

 

Chiedere un prolungamento delle attività delle Comunità, con una proroga di sei, otto mesi permette ai Comuni di assumere tutte le deliberazioni per la formazione delle Unioni e di attuare le gestioni associate, proseguendo il percorso virtuoso degli ultimi 40 anni, modello per molte altre regioni italiane.

Ci sono tempi tecnici, per i Comuni e le nuove Unioni, che la Regione non aveva previsto, forse ignorato; oggi il peso di questi tempi va preso in considerazione.

Gli assessori hanno confermato che le 22 Comunità montane continuano a lavorare, a garantire i servizi, fino alla conclusione del processo di liquidazione con atto firmato dal presidente della Regione. Inoltre, è positivo che i commissari vengano scelti tramite bando, con criteri chiari, trasparenti. È stato chiesto ai presidenti e agli organi politici di lavorare già oggi alla risoluzione di partite attive e passive degli enti per agevolare poi il lavoro dei commissari. Così non si allungano eccessivamente i tempi. È massimo il senso di responsabilità da parte di tutti.

 

Vignale e Molinari hanno dimostrato grande attenzione per le nostre istanze. Convengono con noi che solo con un assetto e una governance stabile, la montagna (il 52% della nostra regione, per 553 Comuni e 700mila piemontesi) può lavorare ai progetti di sviluppo sociale ed economico, utilizzando al meglio i fondi europei della nuova programmazione.

Riparte oggi un forte dialogo. Il tavolo aperto andrà riconvocato. I presidenti, tutti al lavoro gratuitamente nei loro enti, chiedono un accompagnamento da parte della Regione, in una logica sussidiaria, che armonizzi la transizione e agevoli la nascita dei nuovi enti montani".

 

Il presidente Uncem Piemonte Lido Riba, con i vicepresidenti Giovanni Francini e Dina Benna e la Giunta Uncem


Uncem
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