IMPORTANTI SCADENZE PER I COMUNI

Segnaliamo alcune importanti scadenze imminenti per i responsabili finanziari dei comuni

30 giugno 2013

Entro tale data, gli enti che hanno beneficiato delle misure di cui all'art. 1 del D.L. 35/2013 devono comunicare ai creditori l'importo e la data entro la quale si provvederà ai pagamenti dei debiti. Lo prevede l'art. 6, comma 9, dello stesso D.L. 35. La comunicazione può avvenire o mediante PEC con firma elettronica o digitale, ovvero con altre modalità che garantiscano circa la puntuale ricezione da parte del creditore (ad esempio, raccomandata con ricevuta di ritorno). Vanno comunicati sia i pagamenti di parte corrente che quelli che parte capitale. Devono essere esclusi, invece, i debiti rispetto a cui non si è in grado di prevedere la data esatta del pagamento. Poiché il successivo art. 7 del D.L. 35 prevede l'obbligo di comunicare entro il 15 settembre, mediante la piattaforma telematica per la certificazione dei crediti, l'elenco dei debiti che risulteranno non estinti alla data della comunicazione, si ritiene che entro il 30 giugno vadano comunicati ai creditori i pagamenti che verranno effettuati entro il 15 settembre.

 

5 luglio 2013

Entro tale data, occorre pubblicare sul sito internet l'elenco completo, per ordine cronologico di emissione della fattura o della richiesta equivalente di pagamento, i debiti per cui è stata effettuata la comunicazione ai ceditori con scadenza 30 giugno, anche in tal caso indicando l'importo e la data prevista di pagamento.

Per motivi di trasparenza, si suggerisce anche di indicare i pagamenti già effettuati dopo l'entrata in vigore del D.L. 35.

 

Sempre entro il 5 luglio, infine, scade il termine per la presentazione delle richieste per accedere alla seconda tranche dei bonus sul Patto previsti dall'art. 1 del D.L. 35/2013. A tal fine, occorre compilare un prospetto on line analogo a quello già utilizzato per le domande trasmesse entro fine aprile. Poiché le istruzioni non sono chiarissime, forniamo qualche breve chiarimento. Le modalità di compilazione sono diverse, rispettivamente, per gli enti che hanno già presentato richiesta e per quelli che lo faranno per la prima volta. I primi hanno diverse possibilità. Il caso probabilmente più diffuso, su cui peraltro potrebbero ingenerarsi pericolosi equivoci, è quello degli enti che non intendano chiedere nuovi spazi oltre a quelli non concessi nel primo riparto. In tal caso, le istruzioni si presentano contraddittorie. Da una parte, infatti, si legge che "gli enti che non hanno necessità di modificare i dati già inseriti o che non hanno necessità di chiedere spazi finanziari non sono tenuti a compilare il modello". Successivamente, però, si precisa che gli enti la cui richiesta iniziale non è stata interamente soddisfatta, per fare richiesta della quota non ottenuta, devono compilare il modello indicando la differenza nella colonna E. Le istruzioni riportano anche un esempio chiarificatore: se l'ente ha chiesto spazi per 100 e ne sono stati concessi 62, per ottenere i restanti 38 dovrà indicare tale cifra nella predetta colonna. Attenzione: in mancanza, si verrà esclusi dal secondo riparto. Ovviamente, la compilazione del nuovo prospetto è necessaria nei casi in cui si intendano domandare spazi ulteriori rispetto a quelli già richiesti. Ad esempio, se ottenuti 100 l'ente necessità di altri 20, dovrà indicare tale importo nella colonna E. Com'è naturale, si potrà avere anche un terzo caso: l'ente ha chiesto 100, ha ottenuto 62 e vuole chiedere, oltre ai 38 non concessi in prima istanza, altri 20. In simili casi, nella colonna E occorrerà digitare 58 (38+20). Oltre che un aumento, gli enti che hanno partecipato al primo riparto possono anche richiedere una riduzione degli spazi già concessi, indicando nella colonna F il valore non più necessario (che verrà rimesso in circolo e ridistribuito) Ad esempio, se un ente che ha ottenuto 100 si rende conto di avere necessità solo di 80, indicherà 20 (col segno +) nella colonna F. Infine, è possibile anche modificare (sia verso l'alto che verso il basso) l'ammontare dei debiti già comunicati, anche se non è chiarissimo se un'eventuale riduzione possa comportare anche un abbattimento della quota già assegnata. Gli enti che compilano per la prima volta il modello, invece, dovranno solo valorizzare le colonne D (indicando i loro debiti) ed E (quantificando gli spazi finanziari richiesti).




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