IKEA NON VUOLE INVESTIRE IN CITTÀ? SCELGA LA MONTAGNA

Candidare un Comune per la realizzazione da parte della multinazionale di un albergo low cost, economico ma di tendenza. Potrebbe incontrare gli artigiani locali, valorizzando il design del territorio

"Davvero Ikea non vuole più investire in Piemonte? Peccato. Oltre a guardare alla città, la multinazionale svedese potrebbe guardare una volta tanto ai territori montani, perché anche qui si possono fare investimenti e creare posti di lavoro". Uncem scrive al colosso dei mobili e candida le Terre Alte a ospitare un investimento da parte del gruppo che ha reinventato l'arredamento. La montagna si propone come luogo destinatario di nuove progettualità, rispettose del territorio e capaci di generare posti di lavoro. "Bene hanno fatto le istituzioni piemontesi che hanno chiesto a Ikea di evitare nuovo consumo di territorio - spiegano i funzionari Uncem - Bene si è fatto a mettere dei paletti. Peccato però che oggi Ikea rinunci a investire in Piemonte. Nei territori montani, vicino a importanti vie di comunicazione come il gruppo svedese cerca, vi sono aree dove riqualificare spazi abbandonati, proporre non tanto negozi quanto moderne forme dell'abitare. La recente iniziativa di Ikea di fare alberghi economici ma di tendenza potrebbe incontrare ad esempio un borgo alpino del Piemonte, con 20, 30, 40 immobili da riqualificare, secondo canoni smart e green. Sarebbe una bella dimostrazione di vicinanza al territorio, uno stimolo per aprire nuovi percorsi di crescita in accordo con gli enti locali".

"I vertici di Ikea Italia provino a guardare la cartina geografica della nostra regione. Scoprirebbero importanti zone dal grande valore aggiunto dove fare opportuni investimenti, creare occupazione, dimostrare per una volta che la montagna può essere luogo di nuove e moderne imprese. In altre parti d'Europa è successo. Se Ikea o altre multinazionali investissero nelle aree montane del Piemonte, scoprirebbero una ricchezza enorme dal punto di vista sociale, culturale, artigianale. Potrebbero nascere sinergie con gli artigiani locali, che potrebbero individuare forme di collaborazione e vendita del loro prodotti assolutamente eccezionali. Strade nuove, percorribili, orizzonti certamente futuristi dai quali però non vogliamo tagliarci fuori". Se quella a Ikea può apparire una provocazione, non lo è la proposta di insediamento nelle Terre Alte alle imprese dell'informatica che gestiscono server farm dove le basse temperature giocano un ruolo fondamentale. Se ne è parlato sabato scorso nel convegno a Lanzo sull'innovazione: nelle aree montane, le aziende dell'Ict potrebbero trovare facilitazioni e contesti adeguati alle loro esigenze. 



Uncem
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