UNCEM CREA IL MARCHIO “BORGHI ALPINI” PER TUTTI I VILLAGGI E LE BORGATE DELLE TERRE ALTE CHE SONO STATI RIQUALIFICATI

Testimonierà la rigenerazione di porzioni dismesse di territorio e la rivitalizzazione di borghi abbandonati lungo l'arco alpino

Sarà il riconoscimento per le borgate alpine recuperate dopo decenni di abbandono, per i centri storici montani riqualificati con interventi pubblici e privati, per le porzioni delle Terre Alte sottratte all'abbandono contrastando così il consumo di nuovo suolo e l'aumento della marginalità. Testimonierà la volontà delle Amministrazioni locali di creare politiche per i giovani, per il lavoro sul territorio e il desiderio, la tensione, le progettualità per la rivitalizzazione dei Comuni montani. Con questi obiettivi l'Uncem Piemonte ha creato il marchio "Borghi alpini", presentato all'interno della fiera torinese Restructura, conclusasi ieri al PalaOval. Uncem era presente all'evento con l'Associazione Ri Abitare le Alpi e, nel corso del convegno di venerdì sul tema della rivitalizzazione delle borgate montane abbandonate, sono intervenuti sindaci, progettisti, pianificatori, politici, funzionari regionali. Insieme, per testimoniare che la riqualificazione dei borghi dimenticati è possibile e può generare nuovo sviluppo economico, grazie sia a interventi pubblici (con i finanziamenti europei ad esempio) sia privati, a beneficio di tutto il Piemonte.

Il marchio "Borghi alpini" verrà affidato da una commissione che Uncem e la società PieMonti Risorse srl creeranno nei prossimi mesi. Testimonierà la rigenerazione di porzioni dismesse di territorio e la rivitalizzazione di borghi abbandonati lungo l'arco alpino. Saranno i Comuni a richiedere il marchio e l'ingresso nel "club". Potranno farlo anche i progettisti (il marchio potrà essere inserito già sulle tavole dei progetti), le imprese del settore edile, gli investitori. "Arriviamo al marchio - spiega Lido Riba, presidente Uncem Piemonte - dopo un anno e mezzo di lavoro attorno alle 500 manifestazioni di interesse raccolte con il bando pubblico nell'estate 2012. Stiamo seguendo alcuni interventi su borghi alpini di media o piccola dimensione, dalle 4 alle 20 case, cercando le migliori soluzioni per ridurre i costi di intervento per la ristrutturazione, promuovere i progetti come esempio, migliorare il marketing e le possibilità di acquisto sul mercato degli immobili riqualificati. Sono solo tre aspetti del lavoro che svolgiamo con diversi soggetti, tra i quali l'Istituto di Architettura Montana del Politecnico di Torino, l'associazione Ri Abitare le Alpi, numerosi studi professionali, moltissimi Comuni del Piemonte. Siamo agli inizi e, nonostante le difficoltà attuali dei settori edile e immobiliare, crediamo che la strada imboccata sia quella giusta". 

La sfida dell'Uncem è portare sul mercato circa 5.000 immobili dismessi solo in Piemonte, renderli nuovamente abitabili, rigenerarli, permettere a chi oggi non li usa di venderli e a chi cerca un'abitazione in una zona rurale, fuori dalla città e dalle aree urbane, di trovarla, comprarla e trasferirsi. Scelte di vita, nuovi scenari, nuove possibilità, che nelle aree montane vogliono dire nuove piccole imprese (dei settori agricolo, artigianale, turistico-ricettivo, incentivate da fondi europei), nuove famiglie. E così nuovo reddito sul territorio, riapertura di servizi: solo se vi sono utenti vengono mantenuti attivi uffici postali, trasporti, strutture socio-sanitarie, ma anche esercizi commerciali. "I Comuni potranno richiedere liberamente il marchio, scrivendoci - puntualizza Riba - Si potrà aggiungere ad altri marchi dei quali i paesi sono già in possesso. Verrà affidato, se le Amministrazioni comunali lo vorranno, ai trenta Comuni che già hanno riqualificato i loro borghi grazie ai finanziamenti della misura 322 del Psr 2007-2013, destinata proprio alla ?rigenerazione di villaggi alpini'. Tutti i progetti, le iniziative, i recuperi, con i risultati e benefici economici e sociali, verranno presentati sul sito www.borghialpini.it, on line da febbraio 2014. Sarà una vetrina delle opportunità, anche per gli investitori non piemontesi. Nelle Langhe, nel Chianti e nell'entroterra ligure è stato proprio con il passaparola, con il ?bello che attira il bello', cantiere dopo cantiere, che interi borghi abbandonati, negli ultimi trent'anni sono tornati a vivere". 



Uncem
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