ALLEGATI

Leggi il comunicato del Consiglio regionale del Piemonte Leggi il comunicato del Consiglio regionale del Piemonte
Scaricalo cliccando sull'icona a sinistra
Leggi il comunicato del Partito Democratico Leggi il comunicato del Partito Democratico
Scaricalo cliccando sull'icona a sinistra

DISEGNO DI LEGGE MONTAGNA APPROVATO IN PRIMA COMMISSIONE. ORA L'ESAME IN CONSIGLIO REGIONALE. UNCEM: ''FARE IN FRETTA''

Aumentano le competenze per le Unioni montane di Comuni, da comporre entro il 15 marzo. Fondo regionale montagna di 14 mln di euro. ''Necessario agevolare la nascita degli enti sovracomunali''
Dopo tre mesi di stand by, la Prima Commissione del Consiglio regionale del Piemonte ha licenziato con voto positivo il disegno di legge montagna 373, presentato dagli assessori Gianluca Vignale e Riccardo Molinari, per incentivare la nascita delle Unioni montane di Comuni e e garantire la ricostruzione di un tessuto omogeneo di enti sovacomunali nella metà del territorio regionale. Un intervento normativo che nei prossimi giorni verrà esaminato dall'Aula di via Alfieri e che mette finalmente ordine dopo lo smarrimento seguito alla legge 11 del 2012 dove era di fatto sancita la trasformazione delle Comunità montane in Unioni montane, mai di fatto completata a causa delle grandi lacune giuridiche e i complicati sistemi burocratici di trasferimento di funzioni, attività, progetti, personale, bilancio previsti a settembre di due anni fa.

"Gli ultimi 18 mesi sono stati complessi e carichi di troppe incertezze per i 553 sindaci dei Comuni montani - spiega Lido Riba, presidente Uncem Piemonte - La legge 11 era nata con il chiaro obiettivo di fare tabula rasa dell'esperienza quarantennale delle Comunità montane senza però garantire la nascita di nuovi enti per gestire i servizi in forma associata per i Comuni e programmare lo sviluppo socio-economico delle Terre Alte. Così sono nate le prime Unioni e parallelamente, per fortuna, le Comunità montane hanno proseguito il loro lavoro, nonostante la dispersione di quasi 100 unità di personale verso Comuni di pianura e la mancanza di finanziamenti, oltre che di indicazioni dalla Regione. Con la nuova legge si blocca questa spirale negativa e si può finalmente inaugurare un nuovo corso, importante viste le disposizioni nazionali sui servizi associati per i piccoli Comuni e visto l'avvio della nuova programmazione di fondi europei".

Due le novità sostanziali inserite dalla Prima Commissione (l'approvazione oggi è avvenuta con larga maggioranza di voti, ritenendo il provvedimento indifferibile e urgente) nel testo del ddl 373 Vignale-Molinari varato dalla Giunta il 23 ottobre 2013. Aumentano le competenze per le nuove Unioni montane di Comuni (articolo 3), chiamate dalla Regione a occuparsi di bonifica territoriale (opere per la prevenzione del dissesto idrogeologico, come avviene dagli anni Sessanta), informatizzazione innovazione Ict e servizi informativi per i Comuni, ricomposizione fondiaria (superamento della forte parcellizzazione del territorio agricolo e forestale: in Piemonte vi sono 5mln di particelle catastali), oltre che di sistemazione idrogeologica ed idraulico-forestale, economia forestale, energie rinnovabili, opere di manutenzione ambientale, difesa dalle valanghe, turismo in ambiente montano, artigianato e produzioni tipiche, mantenimento dei servizi essenziali, servizio scolastico, incentivi per l'insediamento nelle zone montane. Definiti più efficacemente i cespiti per la formazione del "fondo regionale montagna" (articolo 5) che ammonta a 14 milioni di euro; alla copertura si provvede con una quota dei diritti di escavazione delle cave, una quota di Irap, una quota dei canoni per l'imbottigliamento delle acque minerali, una quota dell'addizionale regionale sul consumo di gas metano. "È evidente che il ?fondo montagna regionale' non può servire solo a coprire spese di funzionamento e personale delle 30-35 nuove Unioni montane di Comuni - prosegue Riba - ma una parte deve essere destinata agli investimenti e al cofinanziamento di progetti europei. Non limitiamo questa capacità progettuale degli enti limitando i finanziamenti che tre anni fa raggiungevano i 20milioni di euro e fino al 2010 si sommavano ai 20 milioni per il Piemonte previsti dallo Stato, poi eliminati con la distruzione di tutte le politiche parlamentari per le Terre Alte che oggi alcuni deputati cercano faticosamente e con grande passione di ricostruire. Il ddl Vignale riceve e concretizza le indicazioni del ddl nazionale del Ministro Delrio, ove le Unioni montane di Comuni sono il solo e unico soggetto titolato a gestire lo sviluppo socio-economico e gli investimenti in montagna".



Uncem
images/slices/header_dx_download.png