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Il testo del ddl Delrio Il testo del ddl Delrio
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DDL DELRIO: I COMUNI CHIEDONO DI FARE IMMEDIATAMENTE CHIAREZZA. VENGANO APPROVATE LE NORME SU CONSIGLI E GIUNTE

Uncem a fianco degli amministratori comunali e dei candidati sindaco, preoccupati per le lungaggini nel varo al Senato del provvedimento. Appello ai Parlamentari, anche su città metropolitana
C'è fortissima incertezza e un generale senso di smarrimento tra gli amministratori dei piccoli Comuni piemontesi, preoccupati per la fase di stand by del disegno di legge Delrio al Senato. Da Palazzo Madama giungono informazioni sull'approvazione che non rassicurano i sindaci e i candidati, alle prese in questi giorni con la definizione delle liste che si confronteranno alle elezioni amministrative del 25 maggio (420 Comuni montani su 553 al voto). Secondo il testo uscito dalla Camera dei Deputati e in base a quanto già concordato nelle Commissioni riunitesi a febbraio, dovrebbe essere introdotto il terzo mandato per i sindaci dei Comuni come meno di 3000 abitanti e aumentare il numero di consiglieri da eleggere (e dunque da inserire nelle liste) per i piccoli Comuni con la riattivazione della Giunta. Diventerebbero 12 i consiglieri e 4 gli assessori nei Comuni che hanno fra i 3000 e i 10000 abitanti; 10 i consiglieri e 2 gli assessori nei Comuni fino a 3000 abitanti. Una modifica sostanziale, secondo Uncem importantissima per restituire democrazia e partecipazione (a costo zero!) nei piccoli Comuni.

"Gli amministratori comunali - spiega Lido Riba, presidente Uncem Piemonte - vengono di fatto presi in giro da queste lungaggini che penalizzano il lavoro e l'impegno sul territorio di persone che prestano con passione, determinazione, competenza, la loro opera alla ricerca del bene comune. Tutti i candidati stanno aspettando il passaggio del ddl al Senato, e poi in seconda lettura alla Camera, per muoversi e comporre le liste. L'attesa, le incertezze, lo smarrimento non favoriscono di certo la collaborazione istituzionale tra enti. Ancor più grave è che dietro queste norme sospese vi siano questioni politiche, animati scontri partitici e tra coalizioni. I sindaci e gli amministratori meritano più rispetto. Sulla partita enti locali, questo Parlamento ha la grande occasione di rimediare agli svarioni politici e ideologici registrati nell'ultimo decennio, drammatico nella compromissione del ruolo dei Comuni, delle autonomie, del lavoro di sindaci e consiglieri, penalizzati e vessati in ogni modo. Il Governo Renzi ripari questi errori con una nuova traiettoria, sussidiaria e lungimirante".

Secondo Uncem, è certamente possibile uno stralcio dal ddl Delrio delle norme sui Comuni, come richiesto da alcuni Parlamentari nei giorni scorsi. "Ma anche se si andasse in questa direzione - evidenziano i componenti della Giunta Uncem - bisogna fare in fretta. C'è poco tempo da perdere e nessun sindaco o candidato vuole essere preso in giro. Ecco perché confidiamo nel buon senso dei Senatori piemontesi al quale rivolgiamo il nostro appello. Facciano sentire con forza la loro voce, la nostra voce".

Se sui provvedimenti del ddl Delrio relativi ai Comuni si registra in Parlamento un unanime, o quasi, consenso, è sul futuro delle Province che emergono sfide e criticità. Tra le prime quella relativa alla nascita della Città metropolitana di Torino. "Sarebbe l'unica al mondo che comprende ben 315 Comuni - spiega Riba - con una dimensione geografica che mette a rischio qualsiasi politica integrata di sviluppo. Va completamente ripensata. Anche su questo il ddl Delrio deve fare chiarezza e i Senatori piemontesi devono vigilare, per evitare scempi e la creazione di soggetti istituzionali mostruosi, dove il territorio, quel ?Piemonte 3' che oggi gode di esigua rappresentanza, conta pochissimo, fagocitato dalle politiche metropolitane e Torinocentriche. Per questo proponiamo alle altre associazioni degli enti locali un tavolo congiunto di lavoro che faccia concrete proposte alternative nelle quali chi sta fuori Torino, a Balme, Ceresole Reale, Massello, piuttosto che Alpette, Ingria o Settimo Vittone, sia veramente rappresentato, al pari di quanti vivono nelle circoscrizioni torinesi. È una battaglia di civiltà, democrazia, intelligenza istituzionale". 



Uncem
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