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Le slides presentate da Lido Riba Le slides presentate da Lido Riba
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Le slides presentate da Silvia Riva (Regione Piemonte) Le slides presentate da Silvia Riva (Regione Piemonte)
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Le slides presentate da Elena Di Bella (Provincia di Torino) Le slides presentate da Elena Di Bella (Provincia di Torino)
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Le slides presentate da Marco Orlando (UPP) Le slides presentate da Marco Orlando (UPP)
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UNIONI MONTANE: CONTINUIAMO A LAVORARE PER LO SVILUPPO DELLE TERRE ALTE

OPERATIVI 40 ENTI SOVRACOMUNALI IN PIEMONTE, PER LE FUNZIONI COMUNALI DA GESTIRE IN FORMA ASSOCIATA E GLI INVESTIMENTI PER LA CRESCITA ECONOMICA E SOCIALE
Sono già quaranta le Unioni montane di Comuni costituite in Piemonte. Muovono in queste settimane i primi passi della loro vita, raccogliendo l'eredità delle Comunità montane. L'Uncem ha promosso stamani a Torino all'hotel Fortino il primo incontro dei presidenti delle forme associative che stanno via via nascendo in tutta Italia. Dovranno occuparsi della gestione associata dei servizi per i piccoli Comuni, come previsto dalla legge nazionale varata due settimane fa dal Parlamento, e dello sviluppo socio-economico del territorio, come prevede la legge 3/2014 predisposta dalla Regione Piemonte dopo i buchi e la fragilità della legge 11/2012, quella che ha sancito la fine del percorso delle Comunità montane.

"Abbiamo voluto incontrare i presidenti - spiega Lido Riba, alla guida dell'Uncem Piemonte - prima delle elezioni regionali e comunali, proprio per fare il punto con loro su urgenti esigenze e sfide delle Unioni montane. Dopo il 26 maggio cambieranno molti sindaci ma il percorso volontario di associazionismo non deve fermarsi. Dovrà piuttosto rafforzarsi in vista in particolare dell'avvio della programmazione europea con i primi bandi del Feasr, del Fesr e dell'Fse, fondi strutturali regionali. Anche di questo abbiamo parlato nel workshop di torino, evidenziando la necessità di drenare sul territorio maggiori investimenti e risorse, facendo breccia nella esasperata burocrazia e nella dispersione eccessiva dei fondi. Energie rinnovabili, forestazione, aggregazione fondiaria, agricoltura multifunzionale, siamo alcuni dei fronti sui quali lavorare. Abbiamo 60 milioni di euro a disposizione e non abbiamo tempo da perdere". Gian Luca Vignale, assessore all'Economia montana della Regione ha fatto il punto sulle sfide del territorio nei prossimi mesi, mentre il segretario dell'Unione delle Province Marco Orlando ha inquadrato il ruolo determinante che i piccoli Comuni e la montagna dovranno ricavarsi nel processo di formazione delle città metropolitane.

Complesso ma ricco di opportunità il quadro normativo nazionale nel quale si inquadra il lavoro delle 40 Unioni (potranno arrivare a 50 con la costituzione degli enti in Val di Susa e nel Cuneese, aree più indietro nel percorso di ridefinizione della governance). "Con la legge Delrio - ha spiegato Enrico Borghi - abbiamo sancito che le unioni montane sono il soggetto cardine per la costruzione delle politiche di sviluppo nelle Terre Alte. Avranno la libertà statutaria e in questo quadro dovranno definire le politiche di cittadinanza, l'organizzazione dei servizi". Da Borghi, un appello ai nuovi sindaci. "Quanti verranno eletti il 25 maggio - ha detto il deputato e presidente nazionale Uncem - dovranno capire che il mondo politico, istituzionale ed economico è cambiato. I nostri enti non potranno più vivere di contributi statali, di uno stato che eroga risorse ai terminali sul territorio, oppure con la mano tesa verso i palazzi torinesi e romani dai quali uscire se si è bravi con qualche migliaio di euro per una piazza o una strada. Oggi dobbiamo invertite questo meccanismo e il Parlamento lo sta già facendo. Nel Collegato ambientale alla Legge di Stabilità ad esempio, dove verrà introdotto un fondo immobiliare rotativo per interventi nel settore energetico e dell'efficienza. Ma anche, nel disegno di legge sui piccoli Comuni e la montagna del quale sono primo firmatario con il collega Realacci, con la Pes, il Pagamento dei servizi ecosistemici, come già avviene per l'acqua e la percentuale della tariffa sull'idropotabile che il Piemonte destina agli interventi per la manutenzione del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Sono questi alcuni fronti sui quali i nostri amministratori dovranno impegnarsi, dimostrando capacità di invertire mentalità e obiettivi del passato, diventando motori dello sviluppo locale".



Uncem
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