IL RECUPERO DEI BORGHI ALPINI SIA INSERITO NEL PSR 2014-2020: 50 COMUNI MONTANI CHIEDONO A REGIONE E UE PIÙ RISORSE

Ordine del giorno sottoscritto da cento amministratori al termine della consegna delle bandiere dei ''Borghi alpini'': la rivitalizzazione delle borgate vettore di sviluppo. 100 milioni investiti in 5 anni
Sfiorano i 100 milioni di euro gli investimenti per il recupero di oltre cinquanta borgate alpine da parte dei Comuni montani piemontesi e da parte di privati. Il dato è emerso nella mattinata di ieri, venerdì 9 maggio, all'hotel Fortino, nel corso della consegna alle Amministrazioni comunali della bandiera dei "Borghi alpini", sigillo sui recuperi effettuati negli ultimi cinque anni e sui progetti che stanno partendo nel 2014. Oltre 40 milioni di euro sono stati spesi grazie alle risorse previste nel Piano di sviluppo rurale 2014-2020 per il recupero di 35 borgate; una cifra analoga è stata invece investita da privati (singoli cittadini o imprese, su abitazioni singole o analoghe) e dalle amministrazioni grazie a finanziamenti pubblici di altri bandi regionali ed europei. "Sono numeri importanti - spiega il presidente dell'Uncem Piemonte Lido Riba - che dimostrano come questo fronte di lavoro sia importantissimo per le Terre Alte. Le riqualificazioni e le ristrutturazioni non sono infatti semplici restauri di immobili, bensì veicoli di nuovi insediamenti, nuove forme di turismo, nuove imprese create in particolare nei settori agricolo e ricettivo. I Comuni sono il motore di questo percorso. A fronte di qualche centinaia di immobili, in cinquanta borgate finora recuperate, abbiamo altri cinquemila immobili sui quali intervenire. Ecco perché dobbiamo lavorare come Uncem con le Amministrazioni per individuare nuove forme di finanziamento, per attrarre investitori, per rendere i nostri borghi alpini appetibili e destinatari di investimenti".

Uncem ha redatto un ordine del giorno che verrà inviato alla Regione Piemonte (all'attuale Giunta e a quella che subentrerà dopo le elezioni del 25 maggio) e che chiede di inserire tra le misure del nuovo Psr (da consegnare all'Europa entro la metà del 2014) risorse per la rivitalizzazione delle borgate. "Oggi esiste nella bozza una voce che non ha nulla a che fare con la rivitalizzazione dei borghi alpini - precisa Riba - Bisogna correggere un testo dove non vi è finora una vera strategia. Il recupero incentiva il reinsediamento. Tutti devono esserne consapevoli. Lo afferma anche la proposta di legge in Parlamento, che vede primi firmatari i deputati Borghi e Realacci, dove è previsto un fondo specifico per chi si reinsedia, anche con sgravi fiscali. Uno strumento normativo moderno, simile a quello di altri Paesi europei. Il Piemonte colga questi segnali e preveda nel Piano di sviluppo rurale risorse apposite per il recupero".

"Recuperare le vecchie case abbandonate, con un piano unico su un'intera borgata - precisa Marco Balagna, assessore provinciale all'Agricoltura e montagna - permette di bloccare il consumo di ulteriore suolo. Facciamo dunque valere nel Psr le nostre ragioni, mostrando i buoni progetti realizzati negli ultimi cinque anni".

Uncem proseguirà la collaborazione strategica con l'Istituto di Architettura montana del Politecnico di Torino, con l'Associazione Ri-Abitare le Alpi, con l'Atelier di progettazione urbanistica del Politecnico. Mentre si moltiplicano le tesi di laurea sul tema del recupero dei Borghi alpini, sono in crescita i Comuni montani piemontesi che stanno iniziando a progettare interventi: un adeguato impegno per non arrivare in ritardo sui nuovi bandi europei. Anche questi Comuni sono stati premiati ieri dall'Uncem. Le bandiere sventoleranno dai prossimi giorni su tutte le borgate che sono tornate o torneranno a vivere.



Uncem
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