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UNCEM SCRIVE AI PREFETTI PIEMONTESI: “NECESSARIA LA VOSTRA COLLABORAZIONE CON I COMUNI CHE DEVONO ASSOCIARSI”

Dopo la lettera inviata ai sindaci da parte degli Uffici territoriali del Governo. Necessaria maggiore collaborazione istituzionale: le municipalità stanno lavorando. Il lavoro delle Unioni sia rispettato
Una lettera dell'Uncem destinata agli otto Prefetti piemontesi, per chiedere maggiore collaborazione istituzionale e supporto ai piccoli Comuni che devono associarsi e gestire insieme funzioni e servizi. È stata inviata ieri agli Uffici territoriali del Governo dal presidente Uncem Lido Riba, dopo che i Prefetti avevano scritto a tutti i sindaci per un "monitoraggio" sull'associazionismo e, su incarico del Ministero degli Interni, per annunciare anche l'arrivo di un Commissario nei Comuni che non rispetteranno la norma dove impone che le principali funzioni comunali siano gestite tramite Unione o convenzione. "I Prefetti sanno bene quanto sia complicato questo percorso - spiega Lido Riba - e sanno bene quanto si sta lavorando in Piemonte, in particolare nelle Unioni montane di Comuni che con fatica stanno subentrando alle Comunità montane. Sanno bene anche quanto sia stato particolare il processo legislativo regionale del Piemonte che ha di fatto distrutto le Comunità montane dopo quasi quarant'anni di associazionismo, esempio virtuoso in Italia. Guardando al processo in atto, i Prefetti collaborino con i Comuni, anche tramite le associazioni dei segretari comunali che loro stessi controllano". La collaborazione preceda il monitoraggio, il controllo e la ammonizione, scrive Uncem. Altrimenti verrebbero a mancare coesione e senso dello Stato, in particolare nelle aree montane e marginali dove è più faticoso garantire i diritti di cittadinanza.

"È evidente - scrive Uncem nella lettera ai Prefetti - che al lavoro dei Sindaci e degli Amministratori si deve unire una collaborazione di tutto il sistema istituzionale che comprende anche gli Uffici territoriali del Governo. Al monitoraggio delle gestioni associate, nell'ambito di un sistema sussidiario e solidale, deve seguire una fattiva collaborazione delle Prefetture con i Comuni (anche tramite le Associazioni dei Segretari comunali che fanno capo alle Prefetture stesse), individuando anche le forti criticità e difficoltà nel percorso di associazionismo, da riportare al Governo e al Ministero degli Interni. Il controllo - prima di ammonimenti e commissariamenti - deve, a nostro giudizio, tradursi in supporto e chiarimenti, finora non arrivati, in particolare sull'articolazione delle funzioni in servizi: tema sul quale vi sono ancora troppe incertezze e interpretazioni diverse per le quali sarebbe importante una nota del Ministero degli Interni".

Si ricorda inoltre che le Unioni montane di Comuni (35/40 in Piemonte) stanno avviando il loro lavoro non senza i complessi problemi legati alla successione delle Comunità montane, enti per i quali la Regione Piemonte (tra le poche in Italia) ha disposto il commissariamento e posto in liquidazione, nonostante le esperienze virtuose più volte evidenziate da centinaia di sindaci e amministratori locali. "Aggiungo - prosegue Riba - che le Unioni montane di Comuni oggi organizzano il loro lavoro, complesso e innovativo, su due binari, paralleli e inscindibili, rispettando le norme regionali e nazionali: la gestione associata delle funzioni fondamentali per conto dei Comuni e lo sviluppo socio-economico del territorio montano, ai sensi dell'articolo 44 della Costituzione. In questo percorso stanno la loro ragion d'essere e gli obiettivi statutari degli enti, cioè il miglioramento delle condizioni di vita nelle aree montane, la garanzia dei diritti di cittadinanza, l'impegno ad aumentare i servizi alle comunità che vivono nelle Terre Alte, la riduzione della spesa pubblica (non certo legato al costo del personale politico dei Comuni, che non percepisce indennità e presta, a vantaggio del Piemonte e dell'Italia, un prezioso "volontariato amministrativo"), la capacità di attrarre imprese e nuovi investimenti". "I Prefetti - conferma il presidente Uncem nella sua lettera - non possono non tenerne conto".


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