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SUBITO OPERATIVE LE UNIONI MONTANE DI COMUNI. LAVORIAMO CONGIUNTAMENTE SU FUNZIONI ASSOCIATE E SVILUPPO ECONOMICO

Impegno dei presidenti delle Unioni montane e appello della Giunta regionale: liquidare le Comunità montane, passare il personale necessario, definire lo stanziamento per il 2015
Le Unioni montane di Comuni piemontesi sono pronte a lavorare sui servizi associati da gestire per conto delle municipalità che le compongono e sullo sviluppo socio-economico del territorio alpino e appenninico. Lo hanno ripetuto i sindaci e i presidenti delle Unioni nell'incontro "Montagna in dialogo" che si è tenuto lunedì 26 gennaio, a Torino, al quale hanno preso parte 150 amministratori delle Terre Alte. Liquidare in tempi brevi le Comunità montane (i commissari percepiscono un compenso, a differenza dei vertici politici che lavorano da cinque anni senza indennità), procedere all'assegnazioni alle Unioni delle "funzioni", i compiti, relativi allo sviluppo socio economico (bonifica territoriale, informatizzazione e innovazione Ict, ricomposizione fondiaria, sistemazione idrogeologica ed idraulico-forestale, economia forestale, energie rinnovabili, opere di manutenzione ambientale, difesa dalle valanghe, turismo, artigianato e produzioni tipiche, mantenimento dei servizi essenziali, servizio scolastico, incentivi per l'insediamento), definire il "fondo montagna" 2015, permettere alle Unioni di usare il personale delle Comunità. "Le leggi 11/2012 e 3/2014 - ha detto Lido Riba, presidente Uncem, aprendo l'incontro - hanno distrutto un sistema che funzionava. Abbiamo tutti insieme, nei 553 Comuni montani piemontesi, affrontato le sfide del cambiamento, senza resistenze, guardando al futuro e cercando di valorizzare i processi associazionistici che dal Piemonte sono stati esportati come modelli in tutt'Italia. Oggi non abbiamo molto altro tempo da perdere. I presidenti sono in attesa di alcune disposizioni politiche e burocratiche della Regione per rendere pienamente le Unioni montane, già attive nell'organizzazione delle funzioni associate. Uncem dà la disponibilità a lavorare con la Regione per agevolare i percorsi, in particolare nell'associazionismo dei servizi, vera rivoluzione nella quale crediamo, consapevoli delle complicazioni e delle difficoltà. Nessuno deve tirarsi indietro". Una volontà confermata dagli assessori regionali intervenuti al convegno di Torino: Aldo Reschigna (enti locali), Alberto Valmaggia (montagna), Francesco Balocco (Trasporti), Giorgio Ferrero (Agricoltura). Presenti i Consiglieri regionali Silvana Accossato, Antonio Ferrentino, Federico Valetti e Daniele Valle. Reschigna e Valmaggia incontreranno commissari delle Comunità montane e presidenti delle Unioni venerdì 30 a Torino per confermare la necessità di una migliore interazione in tutte le realtà amministrative del Piemonte, vista anche la norma della legge 20/2014 che precisa la piena continuità operativa tra Comunità e Unioni. In ballo ci sono i milioni dei euro dei fondi europei (da Spazio Alpino ad Alcotra, Med e Central Europe), dei programmi operativi regionali (come il Feasr con il Psr), degli incentivi per le gestioni associate (4,5 milioni di euro, a bando, per il 2014), dei Fondi Ato (per la prevenzione del dissesto e la difesa delle fonti idriche), dei Gruppi di Azione locale, braccio operativo del territorio vista la coesistenza nelle società di soggetti pubblici e privati.

Nel corso del dibattito, gli amministratori hanno sottolineato, oltre alla necessità di rendere immediatamente operative le Unioni montane di Comuni, la richiesta di un intervento del Parlamento nell'assicurare servizi pubblici (scuole, poste, trasporti) nelle aree "a domanda debole" come appunto quelle montane. "L'Italia oggi può e deve recuperare una politica per la montagna - ha sottolineato Riba - che rimetta al centro la specificità dei territori e li renda protagonisti nel solco delle trasformazioni istituzionali ed economiche che il Paese sta vivendo. Ringrazio tutti i Parlamentari che hanno lavorato per risolvere la delicata questione dell'Imu agricola e che ancora vorranno agire, ascoltando le istanze del territorio, per ridurre l'iva sul pellet prodotto da legno locale, agevolare investimenti nelle Terre Alte, individuare sgravi fiscali stabili per chi vive e apre un'impresa e ?zone a fiscalità di vantaggio' nelle aree montane. Si tratta di alcune sfide necessarie, delle quali Commissioni e Aule di Camera e Senato devono tornare a discutere. Il confronto a Roma il 12 gennaio e quello del 26 a Torino dimostrano quanto sia importante la sinergia tra i livelli istituzionali. Siamo sulla strada giusta. L'impegno per la montagna possa dunque contagiare tutti i nostri rappresentanti impegnati in Parlamento e in Consiglio regionale".



Uncem
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