BORGHI ALPINI E FINANZIAMENTI NEL PSR: UNCEM SCRIVE AGLI ORDINI PROFESSIONALI

Nella news la lettera inviata dall'Uncem agli ordini degli architetti, degli ingegneri, dei geologi, degli agronomi forestali e ai Collegi dei geometri
Caro Presidente,

Da sessant'anni Uncem si occupa dello sviluppo socio-economico delle aree montane del Paese e la Delegazione piemontese riunisce 553 Comuni montani e 40 Unioni montane di Comuni che sempre di più dovranno essere capaci di individuare misure per la crescita e l'attrazione degli investimenti nelle aree alpine e appenniniche. È evidente che servono nuovi strumenti di pianificazione e programmazione che vorremmo sempre di più condividere con gli Ordini e con i Collegi professionali, ambiti dove maturano nuove idee, si fa cultura, formazione, ricerca, divulgazione, si cercano opportunità di sviluppo per le categorie, facendo fronte a una dura crisi economica. È stato chiaro, negli ultimi cinque anni, come la montagna sia in grado di rispondere in modo diverso alla crisi rispetto alla città. Le aree rurali e le Terre Alte hanno saputo individuare nuovi strumenti per generare occasioni di sviluppo. In questo percorso è sempre indispensabile la determinazione dei Sindaci e degli amministratori locali d'intesa con i molti Professionisti - ingegneri, architetti, geometri, geologi, dottori agronomi e forestali - che si incontrano durante il percorso e il mandato.

Sempre di più, negli ultimi anni, i Comuni e le Comunità montane (oggi Unioni montane) hanno imparato a lavorare con i programmi europei, costruendo nuove idee, opportunità e individuando risorse per migliorare i servizi alle imprese e ai cittadini. Vanno fatti ulteriori passi in questa direzione. È evidente che le risorse della nuova programmazione 2014-2020, in particolare quelle dei Por Fesr e Feasr, dovranno riequilibrare polarità di sviluppo che nell'ultimo decennio hanno fatto sì che il Piemonte, come altre Regioni italiane, vivesse un divario sempre più forte tra aree ad alto tasso di sviluppo - quelle urbane - e aree dove è sempre più difficile vivere e fare impresa - quelle rurali e montane - per via dell'assenza di servizi (in primis trasporti) e di possibilità di lavoro. Se è vero che il Psr nel settennato 2007-2013 ha dato positive risposte sulle mini e micro imprese delle aree montane, è evidente che serve una nuova radicalità, conseguente a precise scelte politiche e di programmazione. Non sfugga che le aree montane erano, fino a due decenni fa, cuore pulsante di una manifattura oggi ovunque scomparsa; oggi chiedono alla Regione Piemonte un aiuto per ripensarsi e per dare risposte efficaci alle comunità, in particolare nelle vallate alpine e nelle zone appenniniche.

Tra i temi che sono più importanti oggi per i Comuni e per Uncem vi è quello legato alla rivitalizzazione dei borghi alpini: nelle aree montane del Piemonte abbiamo oltre 5000 immobili in centinaia di borgate abbandonate, che - anche nella prospettiva di una radicale diminuzione del consumo di suolo - devono tornare a vivere e a essere riqualificati. Le esperienze e i modelli piemontesi in tal senso - i primi in Italia, esclusi quelli delle Regioni autonome - hanno dimostrato come il recupero generi imprese, nuovi posti di lavoro, bellezza, nuovo attraente paesaggio, manutenzione del territorio, dunque prevenzione del dissesto, economia di nuovo conio, anche legata alla green e smart economy. Uncem si occupa di rivitalizzazione dei Borghi alpini da tre anni: il percorso nato con la mappatura di quanto è recuperabile (non tutto lo può diventare), con la ricerca e lo studio architettonico, imprenditoriale e accademico, si è poi orientato alla ricerca di investimenti privati e di nuove forme di "real estate" per la montagna, anche utilizzando il potente (e gratuito) motore di EBay. Proprio il sito ha indirettamente permesso di comunicare quanto avvenuto in Piemonte su moltissimi giornali e reti televisive di diversi Paesi. Uncem è preoccupata dell'assenza nel Piano di sviluppo rurale delle risorse per la "rivitalizzazione dei villaggi" che nella programmazione 2007-2013 ha permesso di recuperare - con 40 milioni di euro nella misura 3.22 del Psr - 35 borghi alpini in tutto il Piemonte (100 le risposte al bando). Moltissimi i professionisti che hanno lavorato con grande e preziosa determinazione nei borghi; decine le imprese edili ogni giorno salite nelle vallate, capaci di montare gru e cantieri altrove (nelle aree urbane) impensabili. Oggi la misura 3.22, nelle prime bozze di Feasr (il Psr è stato rinviato la scorsa settimana alla Regione Piemonte dall'UE con oltre 800 osservazioni!), risulta essere diversa, dotata di una serie limitata di risorse (alcune centinaia di migliaia di euro) e impropriamente collegata a garantire generici servizi nei borghi che si sono spopolati e che avrebbero invece bisogno di forti incentivi per il recupero edilizio. Le ricadute di una nuova 3.22 del Psr, finalizzata alla rivitalizzazione del patrimonio e adeguatamente finanziata, sarebbero enormi: per un euro investito da parte dell'ente e dei privati, sono almeno cinque quelli ottenuti dalle ricadute dirette. Senza contare poi la crescita di flussi turistici: già oggi sono in continua crescita gli arrivi e le presenze in alcuni dei borghi recuperati, come le frazioni di Pietraporzio, Ostana, Soprana Superiore, Castelmagno, Monastero di Lanzo, Druogno?

Il Psr può ancora essere modificato e possono essere reintrodotte le misure dall'alto valore aggiunto per la montagna, copiandole dal Piano del settennato scorso: Uncem lo chiede assieme a 300 sindaci di Comuni montani piemontesi che a maggio 2014 hanno anche sottoscritto una petizione per un rifinanziamento (almeno 40 milioni di euro di fondi del Psr) della misura per il recupero e la rivitalizzazione dei borghi alpini, con un'azione del Piano a regia regionale e la possibilità di finanziare l'impegno di enti pubblici nonché dei privati proprietari dei borghi, come avvenuto nella scorsa programmazione.

Con il sistema di enti locali che Uncem rappresenta, chiediamo ai Presidenti degli Ordini e dei Collegi professionali delle diverse Province del Piemonte di unirsi a noi nella richiesta alla Regione di rifinanziare la misura 3.22 del Psr per la "rivitalizzazione di villaggi" consentendo interventi strutturali da parte degli enti pubblici e dei privati proprietari di immobili nei borghi alpini e appenninici individuati. Le occasioni per manifestare questa necessità saranno molteplici: intanto negli incontri del partenariato del Por Feasr che verranno riconvocati, nonché in appositi tavoli tematici. Come Uncem, con il tuo assenso, credo sarà importante, nelle prossime settimane, rivolgere un appello alla Regione - agli assessori e ai dirigenti che si occupano di Psr - sottoscrivendo un documento congiunto che insieme potremo elaborare, a vantaggio delle nostre comunità, delle persone che vivono e delle imprese lavorano sul territorio, dei Professionisti che come noi sindaci e amministratori credono fortemente nello sviluppo della montagna.

Ringraziando per la disponibilità e l'impegno, porgo i più cordiali saluti e gli auguri di buon lavoro a nome mio personale e della Delegazione piemontese dell'Uncem.

Lido Riba
Presidente Uncem Piemonte

Uncem
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