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PUNTARE SULLO SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO DELLA MONTAGNA: USCIRE PRESTO DALLA FASE DI RIORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI LOCALI

In Regione, incontro con l'assessore Valmaggia di presidenti delle Unioni montane e Commissari delle Comunità. Molte incertezze (dal piano di riparto ai mutui), ma è necessario guardare al futuro
I presidenti delle Unioni montane di Comuni e i commissari delle Comunità montane hanno incontrato nella mattinata di oggi, venerdì 24 aprile, in Regione l'assessore alla Montagna Alberto Valmaggia. Nel corso dell'incontro - voluto dalla Giunta per fare il punto sulle criticità e sulle sfide della riorganizzazione degli enti sovracomunali - sono emerse non poche criticità in particolare sul passaggio di personale, mutui, sedi e altri beni da Comunità a Unioni, ma anche una forte determinazione dei presidenti dei nuovi enti locali (41 oggi le Unioni montane riconosciute dalla Regione) nell'avviare le nuove attività. Due i fronti del lavoro, quello legato allo sviluppo socio-economico del territorio e quello per gestire insieme tra Comuni le "funzioni fondamentali", cioè i servizi interni degli enti e quelli verso i cittadini: dai rifiuti alla scuola, passando per trasporti e urbanistica, nonché i servizi generali comunali, la programmazione e la pianificazione territoriale. "Valmaggia ha confermato che il Fondo regionale Montagna, sul bilancio regionale, sarà dotato di 11,3 milioni di euro - evidenzia il presidente Uncem Piemonte Lido Riba - Abbiamo due esigenze per quanto riguarda il capitolo dei trasferimenti regionali: renderli stabili, pluriennali (a oggi non lo sono e sono previsti solo per l'annualità 2015) e renderli certi, cioè agganciati a cespiti di entrata sicuri. Per le Comunità montane era infatti così: beneficiavano del 20% della sovrattassa regionale sul metano. Con questa garanzia, potevano assumere e pagare il personale, accedere a mutui in banca, fare investimenti. Senza certezza di avere trasferimenti dalla Regione per più anni, le Unioni non sono nelle condizioni di operare". La prossima settimana il Consiglio regionale avvierà l'esame del bilancio: Uncem ha già scritto queste necessità al presidente Chiamparino, al vice Reschigna, all'assessore Valmaggia. Dopo l'approvazione, il fondo verrà ripartito: una parte alle Comunità montane per pagare il personale e le spese di funzionamento di questi primi 6 mesi del 2015 di attività, e una parte alle Unioni montane.

"È evidente che
le Unioni dovranno fare una pianta organica snella, con personale preparato, forte di una formazione continua, capace di dare risposte in particolare su investimenti, realizzazione di opere, programmi europei per lo sviluppo - precisa Riba - Le Unioni dovranno prendere dalle Comunità il personale che svolge queste funzioni. Rispetto a quanto verrà trasferito dalla Regione alle Unioni abbiamo più volte ripetuto che solo una parte delle risorse l'ente dovrà utilizzarle in spesa corrente, mentre una buona metà dovrà servire per investimenti. Il punto è proprio questo e ci fa piacere l'assessore Valmaggia l'abbia spiegato bene a conclusione dell'importante incontro di oggi: superiamo velocemente questa fase di transizione, di costruzione delle nuove Unioni, con mille adempimenti burocratici, amministrativi, anche incertezze giuridiche da dipanare. Occupiamoci subito della vera mission delle Unioni montane, cioè lo sviluppo del territorio. Stiamo parlando di progetti per la creazione di imprese, nei settori dell'agricoltura, dell'artigianato, del turismo, di programmi per attrarre investimenti, di progettualità europea che ci deve vedere competitivi con altre grandi e potenti regioni dell'UE, ma anche di 50milioni di euro di ?Fondi Ato' per la messa in sicurezza del territorio, la difesa dell'assetto idrogeologico, la tutela delle fonti idriche. L'abbiamo già detto e lo ripetiamo: se non saremo in grado di fare queste cose e molto altro, saranno altre macroaree europee a superarci, perché più competitive. Non possiamo sbagliare strada. Il fine del percorso non è la costituzione delle Unioni, la costruzione di una scatola, di un nuovo ente, bensì il pieno funzionamento di questi soggetti istituzionali previsti in tutte le Regioni italiane, che devono occuparsi dello sviluppo socio-economico delle Terre Alte. I sindaci e i presidenti delle Unioni montane presenti stamani ce l'hanno ben chiaro. Chiedono alla Regione di fare tutto il possibile, in tempi rapidissimi, per risolvere le criticità aperte, alcune non certo semplici, per poter partire subito con un'azione incisiva da condividere con le imprese e le comunità che vivono e operano nelle Terre Alte".


Uncem
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