INCIDENTE FUORIPISTA A CLAVIERE: PREOCCUPATI PER LA DECISIONE DI CONTESTARE UN ECOREATO. LA LEGGE REGIONALE 2 PARLA CHIARO

Forti perplessità per quanto stabilito dalla Procura. ''Né gestori delle piste, né i Sindaci sono responsabili degli incidenti fuoripista''. Evitare eccessivo accanimento sugli Amministratori comunali
Pur nel pieno rispetto delle attività autonome della Magistratura, Uncem è preoccupata per la decisione della Procura di Torino che ha indagato un dirigente della Sestriere Spa per disastro ambientale colposo, secondo quanto previsto dalla nuova legge sugli Ecoreati. La contestazione - come si apprende dai media - nasce nell'ambito dell'inchiesta per omicidio colposo seguita alla morte il 7 gennaio 2015 a Claviere del quattordicenne Tommaso Martinolich. Uncem già gennaio aveva espresso le sue condoglianze alla famiglia del giovane che perse la vita nella tragedia, ribadendo, d'intesa con i Sindaci e l'Unione montana dei Comuni Olimpici Via Lattea, quanto previsto dalla legge regionale 2/2009 (articolo 2, lettera f) dove si afferma che l'utente che percorre un itinerario fuoripista lo fa a suo rischio e pericolo. L'articolo 30, primo comma, chiarisce: "I gestori delle piste di sci non sono in alcun modo responsabili degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista ancorché serviti dagli impianti medesimi, né sui percorsi individuati all'articolo 4, comma 2, lettera f". Va inoltre rilevato che molti Comuni piemontesi hanno già condiviso una modifica alla legge regionale 2/2009 per rafforzare la libertà personale di chi sceglie il fuoripista che non deve essere individuato. Il testo degli emendamenti è già stato depositato e ci auguriamo possa essere discusso dal Consiglio regionale al più presto.

Nella vicenda giudiziaria pare eccessivo e difficile da tracciare il collegamento tra la tragedia avvenuta e un possibile reato ambientale (addirittura disastro ambientale colposo), stabilito da una legge nazionale che molti hanno auspicato - dopo anni di attesa - per risolvere casi nazionali scandalosi per gravità e conseguenze. Più volte, con associazioni ambientaliste e soggetti istituzionali che si occupano di montagna, abbiamo sostenuto che "la montagna non uccide", raccomandando ai fruitori massima prudenza e adeguata attrezzatura, 365 giorni l'anno, nella stagione estiva e in quella invernale. Il fronte giudiziario aperto oggi rischia di mettere sulla graticola con accuse gravissime molti Amministratori comunali e Sindaci che di certo, senza dubbi, fanno di tutto per garantire la massima sicurezza del loro territorio, anche nelle aree sciabili e nelle zone a più ulta fruizione ludico-sportiva (elemento strutturale dell'economia delle Terre Alte). Non abbiamo bisogno di accanimento sugli Amministratori pubblici, ma di un adeguato controllo sulle attività, fatto con buon senso e regole chiare. 



Uncem
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