UNCEM FIRMA UN ACCORDO CON L'UNIVERSITA PIEMONTE ORIENTALE: ALTA FORMAZIONE, PROGETTI UE E COMUNICAZIONE I TRE PILASTRI

Dal rettore Cesare Emanuel l'impegno alla collaborazione con il sistema delle Unioni montane. Protocollo sottoscritto a Vogogna, prima della presentazione della rassegna ''Montagna & Dintorni''
Formazione, partecipazione ai progetti europei, diffusione dei risultati dei programmi di ricerca e comunicazione. Sono questi i tre pilastri del protocollo d'intesa firmato ieri a Vogogna tra l'Università Piemonte Orientale e l'Uncem Piemonte. Alla conferenza stampa, nella quale è stata presentata anche la rassegna "Montagna & Dintorni", sono intervenuti il rettore dell'Ateneo Cesare Emanuel, il presidente dell'Uncem Enrico Borghi, il vicepresidente dell'Uncem Piemonte Marco Bussone, il presidente della Provincia del Verbano Cusio Ossola Stefano Costa. La sinergia tra Università e Unione dei Comuni e degli Enti montani nasce dalla necessità di azioni di sviluppo congiunte, in particolare formative, che abbiano come oggetto il territorio montano e le aree rurali. Un lavoro iniziato prima della firma del protocollo, documento che sancisce una concreta interazione tra Dipartimenti dell'Ateneo e Uncem; potrà estendersi a Comuni e Unioni montane di territori dove è presente l'Università con delle sedi e dei centri di ricerca. "Dai temi della ricerca e dell'innovazione scientifica - ha affermato Enrico Borghi - nascono nuovi modelli produttivi, nuove intelligenze. Le aree montane del Piemonte si preparano a vivere un periodo interessante dal punto di vista dei temi dell'innovazione e della ricerca. I primi fondi UE della nuova programmazione sono già sul tavolo, inseriti in bandi che si stanno aprendo. Il territorio deve essere competitivo, avere idee forti, conquistare progetti e opportunità". Borghi ha ricordato l'avvio dei bandi sulla nuova programmazione comunitaria (Italia-Francia e Italia-Svizzera), la partenza del Piano di Sviluppo rurale 2014-2020, la definizione della Strategia macroregionale alpina, le caratteristiche del programma "Aree interne" con quattro zone montane selezionate in Piemonte.

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Il nostro Ateneo è in qualche modo un'università alpina, il nostro territorio elettivo va dalle Alpi agli Appennini - ha sottolineato il Rettore Emanuel - In questi anni gli atenei stanno diventando aziende e devono e tener conto che il loro finanziamento pubblico si misura sulle premialità che acquisiscono sul territorio in termini di valori della ricerca e nella ?restituzione' con iniziative scientifiche, culturali, di sviluppo, di animazione sociale ed economica sul territorio. Siamo un'università giovane siamo uno dei pochi Atenei in crescita in termini di studenti. Abbiamo costruito in questi anni incubatori di imprese, partecipiamo alle iniziative di sviluppo locale, lavoriamo con l'alta formazione su tutti i fronti in cui siamo competenti, dalla salute alle energie, allo sviluppo economico, ai nuovi materiali, alla sostenibilità. Grazie al protocollo con Uncem riusciremo a sviluppare maggiormente le nostre attività a contatto con i territori".

Dall'Uncem, l'impegno a definire una serie di opportunità con i presidenti delle Unioni montane e anche con altri Atenei che coordinano attività di alta formazione d'intesa con gli Enti locali, come l'Università della Montagna di Edolo. "Abbiamo bisogno di formazione e aggiornamento - ha detto il vicepresidente Uncem Piemonte Marco Bussone - in particolare per i nostri Amministratori locali, per gli imprenditori che insediano le loro imprese nelle Terre Alte, per i giovani che vogliono tornare a vivere in montagna. Sui progetti europei, con l'Università del Piemonte orientale stiamo già lavorando nel definire le opportunità. Sarà di grande supporto il lavoro che a livello nazionale sta facendo la Fondazione Montagne Italia, nata da Uncem e Federbim. Con il presidente Borghi potremo creare una rete di Università italiane che guardano alla montagna, imparano a conoscerne le necessità e investono risorse su formazione e ricerca".


Uncem
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