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NOSIGLIA RILANCIA L’IMPEGNO DELLA DIOCESI PER LA MONTAGNA. L’INCONTRO DI LANZO CONFERMA IL PATTO TRA COMUNI E PARROCCHIE

All'''Agorà del sociale'' accoglienza dei migranti, patto generazionale, nuovo rapporto città-montagna, formazione e politiche educative, necessità di lavoro: temi fondamentali per le Terre Alte
"L'incontro promosso dalla Diocesi di Torino a Lanzo, alla presenza dell'Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia nella serata di mercoledì 28 ottobre, conferma la necessità di un patto forte tra parrocchie e Comuni per affrontare le grandi sfide del territorio montano, riconoscendone esigenze e peculiarità, diverse da quelle delle aree urbane". Così Marco Bussone, vicepresidente Uncem Piemonte che ieri sera ha partecipato all'appuntamento voluto dall'Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro. L'incontro segue alle molteplici visite che Nosiglia ha fatto nelle Valli di Lanzo, conoscendo imprenditori e rappresentanti di associazioni, terzo settore. "È stato prezioso e utile il lavoro fatto negli ultimi tre anni dal tavolo voluto dalla Diocesi per analizzare sfide e criticità delle Valli - prosegue Bussone - Il gruppo coordinato dal vicario episcopale don Claudio Baima Rughet ha portato l'Arcivescovo a vedere realtà produttive di nuovo conio, di giovani che stanno tornando nelle aree montane, ha proposto IoLavoro per il Ciriacese e le Valli di Lanzo a inizio ottobre, ha invitato Nosiglia ai tavoli di Gal e Unione montana che hanno presentato attività, istanze, modelli di intervento con fondi europei. Anche ieri sera a Lanzo, Nosiglia ha ascoltato e promesso un'azione della Diocesi per aiutare parrocchie e Comuni a fare rete, comunicare meglio quello che già esiste, attuare quanto previsto dalla dottrina sociale della Chiesa".

Importante il richiamo di Nosiglia ai temi della Laudato Si, in particolare all'"Ecologia integrata". "Solidarietà e sussidiarietà sono i valori che devono ispirare il lavoro politico e istituzionale della nostra associazione, così come dei Comuni e delle Unioni montane, della Città metropolitana e della Regione - prosegue Bussone - Oggi il superamento del vecchio municipalismo, l'uscita dai tradizionali modelli di sviluppo urbanocentrici, la fine del sistema assistenzialista centro-periferia, la ridefinizione del patto tra città e montagna con la prima che deve riconoscere i servizi ecosistemici-ambientali prodotti dalle Terre Alte, impongono nuove azioni che la Laudato Si ci aiuta a declinare in norme e scelte. Abbiamo un grande lavoro da fare e la vicinanza della Chiesa alle istituzioni è fondamentale. Il patto deve funzionare. I territori montani ci credono e la politica deve fare la sua parte. Oltre ogni campanilismo, generando strumenti politici nuovi che riescano ad esempio a ottenere un fisco agevolato per le imprese, sgravi burocratici e fiscali per i giovani e le famiglie che scelgono di vivere e lavorare in montagna, l'autonomia impositiva per i Comuni, migliori servizi con un'organizzazione diversa da quelli erogati in città, a partire da scuole, poste, trasporti, sanità. La Diocesi di Torino, come altre del Piemonte, ha capito queste sfide delle aree montane e certamente potremo insieme approfondire i temi più caldi che le comunità e le istituzioni ci sottopongono".



Uncem
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