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I risultati del questionario Uncem I risultati del questionario Uncem
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DIVARIO DIGITALE IN MONTAGNA: SECONDO I RISULTATI DEL QUESTIONARIO UNCEM, ALLARME ROSSO PER TV, INTERNET, TELEFONIA

COMUNI IN PRIMA FILA NELLA LOTTA AL DIGITAL DIVIDE. FONDAMENTALE UTILIZZARE BENE I 280 MILIONI DELL'AGENDA DIGITALE
Due terzi dei residenti nei Comuni montani piemontesi ha problemi di ricezione dei canali Rai e Mediaset. E con il digitale terrestre vede meno canali rispetto ai tempi dell'analogico. Il 76% ha inviato lettere di protesta e lamentele per la tv che non si vede, agli operatori e agli Enti pubblici. Sul fronte telefonia mobile, la situazione non è migliore: i problemi di ricezione sono generali, in tutte le zone. Servono nuovi ripetitori. Anche per internet, la velocità di navigazione è bassissima, con troppi territori non coperti. Eppure è forte l'esigenza di nuovi servizi erogati dalla pubblica amministrazione via web, grazie anche a uno sforzo del Governo regionale e nazionale.

Sono questi in sintesi i risultati del questionario diffuso nella seconda metà del 2015 dall'Uncem in tutto il Piemonte. I dati verranno illustrati nella mattinata di venerdì 11 marzo a Torino in Consiglio regionale, nel convegno promosso dal CoReCom sul segnale tv nelle Terre Alte. L'iniziativa è nata dopo la mobilitazione dei Comuni voluta da Uncem, con la richiesta al Mise di usare il gettito aggiuntivo del canone nella bolletta elettrica per potenziare ripetitori e servizi.

Libera e volontaria la partecipazione al questionario Uncem. 375 persone hanno completato le domande on line, sulla piattaforma Survio, semplice e immediata. Grazie all'inserimento della residenza, il report finale registra risposte da 213 diversi Comuni montani piemontesi, sparsi in tutte le Unioni montane. Quattro le sezioni: tv, telefoni cellulari, banda larga e nuovi servizi. Sono i quattro fronti del divario digitale, sempre più forte nelle zone interne e montane del Piemonte e dell'intero Paese. Fronti che non possono essere separati e affrontati distintamente: solo con un'azione globale il digital divide può essere sconfitto, o almeno attenuato. La novità è che non mancano le risorse: il Piemonte ha a disposizione 280 milioni di euro da investire nelle "zone bianche", a fallimento di mercato. Arrivano dall'Agenda digitale nazionale. Si tratta di fondi nazionali e regionali. Di certo, non possono andare a risolvere solo la mancanza di banda larga. Posare fibra ottica non basta. Per internet, le vallate alpine e le zone appenniniche sono da servire con sistemi wi.fi, grazie a infrastrutture pubbliche affidate in gestione agli operatori. "Ma sarebbe assurdo portare internet senza risolvere anche il problema della ricezione tv e dei telefoni cellulari - afferma Lido Riba, presidente Uncem Piemonte - Assurdo perché nuovi tralicci, nuovi tratti di fibra possono garantire la riduzione del divario su tutti i fronti. Ci aiutano le più moderne tecnologie, già sperimentate in altri Paesi UE. E ancora, si porta banda larga ma prima si pensa quali servizi veicolare per la pubblica amministrazione, per i cittadini, per le imprese". È la logica delle smart valley: mentre è semplice rendere smart, intelligenti e interconnesse le aree urbane, è complesso e bisogna concentrarsi sulle vallate, sulle aree "a domanda debole". Devono farlo politica e istituzioni. "Qui si gioca la vera sfida del Paese, come conferma l'Agenda digitale - prosegue Riba - Anche per televisione e telefonia mobile. In pratica, dobbiamo lavorare con Regione e Unioni di Comuni per riorganizzare tutti i servizi pubblici come poste, trasporti, sanità, scuole là dove è meno semplice fruirne". La parola chiave è innovazione, applicata alla montagna: per i trasporti più servizi a chiamata tipo Uber, ma anche telemedicina, servizi postali negli esercizi commerciali, multiprofessionalità.

Nell'ultima parte del questionario, Uncem ha registrato una lunga serie di libere considerazioni di chi vive e lavora nelle aree montane. Affermazioni anche forti, che impegnano operatori privati e istituzioni, Enti locali. Si parla delle difficoltà nel vedere la tv digitale terrestre e i primi tre canali Rai, come di banda larga necessaria, di telelavoro da rendere possibile, di contrasto al digital divide come elemento base per fermare spopolamento e abbandono. Da molti una considerazione che deve aiutare chi lavora ai tavoli per le nuove infrastrutture relative alla banda larga: bisogna partire da televisione e telefoni. "Tutti i sindaci ci ripetono che serve una globale strategia - evidenzia il presidente Uncem - Non si separano i piani. Tanti Comuni hanno fatto autonomamente investimenti significativi. Serve una regia. Molti cittadini non sanno che le Comunità montane e le Unioni oggi gestiscono ripetitori tv per raggiungere borgate e frazioni. Senza queste infrastrutture saremmo ancora più indietro. Nel passaggio da Comunità a Unioni questo patrimonio rischiava di perdersi. Oggi va verificato se i ripetitori sono funzionanti e va fatta manutenzione. Ecco perché non ho dubbi rispetto all'uso dei 280 milioni dell'Agenda digitale. Per le infrastrutture si attinga da qui. Su un unico palo o traliccio si possono inserire ripetitori tv, internet in wi.fi e telefonia. Uncem è pronta a dare il suo contributo e a lavorare in stretta sinergia con la Regione per sostenere gli Enti locali, da troppo tempo in prima fila nella lotta al digital divide".
Uncem
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