CANDIDATI SINDACO DI TORINO: PROGRAMMA E OBIETTIVI NON SOLO PER LA CITTA', MA ANCHE PER L'AREA METROPOLITANA CON 314 COMUNI

UNCEM: ''INTENSIFICARE IL RAPPORTO CITTA'-MONTAGNA''
Tra dieci giorni Torino sceglierà il suo Sindaco. Che sarà anche il "Sindaco-Presidente" della Città Metropolitana, come previsto dalla legge 56/2014. I candidati non possono dunque tralasciare sfide e obiettivi dei 314 Comuni della "ex Provincia", ridefinendo i rapporti tra la città capoluogo e tutti i centri delle aree di pianura, collinari e montane. È la prima volta che questa necessità di coesione e programmazione condivisa entra nella campagna elettorale di Torino. Una nuova relazione con gli Enti locali, in particolare con le Unioni di Comuni, non solo montane, attraverso le Aree Omogenee create dalla Città metropolitana sul territorio. 

"Negli ultimi due anni - spiega Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte - abbiamo assistito a una forte interazione, per certi versi inattesa, tra Torino e gli altri Comuni, tra la città e le aree rurali e montane. In particolare in occasione della stesura dello Statuto e nella fase ancora in corso di costruzione del Piano di sviluppo. Una coesione importante, alla quale anche Uncem ha contribuito con metodo e spunti di lavoro. I Sindaci e gli Amministratori delle Unioni montane hanno fatto la loro parte. Questa relazione, la coesione di un territorio così vasto, deve essere rilanciata e consolidata nel prossimo quinquennio, decisivo per il riassetto istituzionale. Dunque, questi temi devono animare il dibattito degli ultimi giorni di campagna elettorale torinese. Non devono passare sottotraccia. Sono determinanti".

Uncem ha redatto uno specifico documento sul ruolo della Montagna nella Città metropolitana. Lo ha presentato il 26 febbraio 2016 all'interno di un convegno al quale ha partecipato il vicesindaco Alberto Avetta. L'iniziativa cadeva a dieci anni dalla chiusura dei Giochi olimpici invernali di Torino. Da allora, il rapporto città-montagna, che in vista delle Olimpiadi molti avevano auspicato e costruito, non si è compiuto. Nella direzione di un legame positivo e di reciproco scambio, di interazione, vanno ad esempio i fondi Ato, con oltre 10 milioni di euro l'anno che vengono investiti nelle aree montane per la tutela delle fonti idriche e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Si tratta dell'unico esempio in Italia di "pagamento dei servizi ecosistemici-ambientali" previsto anche dalla recente legge nazionale sulla green economy, il Collegato ambientale alla legge di stabilità 2016. 

"Oggi - aggiunge il Presidente Uncem - proprio all'interno della Città metropolitana, si può fare ancora di più. Nel costruire le
 green communities, nel favorire l'interazione tra Unioni montane di Comuni rafforzando il legame con la struttura tecnica e politica della Città Metropolitana, nel puntare, grazie ai fondi europei, su innovazione e crescita inclusiva, coesione e sviluppo economico. Non solo la città deve essere più smart: anche le nostre vallate devono essere interconnesse e intelligenti, varando progetti per la mobilità sostenibile, per la gestione delle risorse, per il miglioramento delle infrastrutture. Di questi temi mi auguro possano ragionare e parlare i candidati Sindaco di Torino, spiegando ai cittadini elettori il valore di un rinnovato e un ritrovato legame con le aree rurali e montane, inscindibile".
Uncem
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