IL RITORNO DEGLI EMIGRATI NELLE TERRE ALTE: UN'INDAGINE DELL'UNCEM PIEMONTE GRAZIE AL PROGETTO RE-TURN

Questionario on line per capire cause e problematiche relative all'emigrazione dai territori d'origine.

Perché le nuove generazioni lasciano i territori montani, i loro Comuni d'origine, e si trasferiscono nelle aree urbane? Quali sono i fattori che scatenano, dagli anni Cinquanta a oggi, il fenomeno? Sono solo cause economiche, o anche sociali, culturali, antropologiche? E cosa possono fare la politica, gli amministratori pubblici, gli enti locali, per arginare lo spolamento? Ancora: è vero che negli ultimi anni, una rinnovata "coscienza del territorio", ha indotto molti emigrati a tornare nelle Terre Alte, nei paesi abbandonati trenta o dieci anni fa? Quali politiche di sistema dovrebbero essere adottate per reintegrare in modo effettivo coloro che ritornano, a beneficio dello sviluppo economico? Come incentivare i migranti di ritorno a investire sul territorio d'origine e sviluppare attività di lunga durata?Quali sono le esigenze - in termini di formazione e supporto - dei migranti di ritorno necessarie a valorizzare nel modo più opportuno le loro conoscenze, capacità e disponibilità economiche a vantaggio del loro Paese d'origine?

Molte domande attorno a un fenomeno da sempre studiato nel territorio alpino: l'emigrazione verso aree più ricche, italiane ed estere, con maggiori offerte di servizi e lavoro. Nelle aree montane, dell'arco alpino e piemontesi in particolare, quell'abbandono indotto dalla ricerca di futuro, "di fortuna" nelle aree urbane, rappresenta ancora oggi una delle fasi più dolorose della storia, in grado di compromettere qualsiasi sviluppo socio-economico successivo e condizionare una lunga serie di scelte politiche. Negli ultimi anni, anche dalla montagna, i giovani hanno preferito andarsene, per studiare o lavorare all'estero.

Come funziona veramente questo fenomeno? A porsi la lunga serie di domande è l'Uncem Piemonte, attraverso il progetto Re-Turn, nato nell'ambito della programmazione comunitaria Central Europe. Contrastare la fuga di cervelli e supportare lo sviluppo delle Regioni, delle aree montane. Dalle Valli di Lanzo, all'Ossola, dalla Val Maira all'appennino Aleramico, passando per Valle Stura, Valli Elvo e Cervo, Valle Gesso e Langa Astigiana.

Il progetto Re-Turn ribalta le domande ai diretti protagonisti dell'emigrazione e a chi è tornato nelle vallate. Parte infatti un'indagine online attraverso la quale possono fornire preziose informazioni per comprendere meglio le condizioni e le aspettative di coloro che intendono reinsediarsi nelle aree spesso considerate "marginali", a "domanda debole". Per condividere esperienze, sfide, criticità. I partner del progetto - tra i quali l'Uncem Piemonte - intendono ottenere in questo modo informazioni per preparare le attività pilota e nuove iniziative per i migranti di ritorno, partendo da un'immagine quanto più possibile rappresentativa delle loro necessità e delle loro competenze.

«L'indagine del progetto Re-Turn - spiega il presidente dell'Uncem Piemonte Lido Riba - ha l'obiettivo di fotografare adeguatamente la situazione corrente, evidenziando in particolare i limiti e le differenze tra i diversi Paesi europei nei processi e nelle politiche attuati. Il punto di forza principale dell'indagine è che, per la prima volta, una ricerca di questo tipo viene eseguita contemporaneamente in aree molto diverse fra loro, ma accomunate dal desiderio di valorizzare al meglio il potenziale delle risorse umane emigrate all'estero».

Emigrati, migranti di ritorno e altri interessati all'argomento sono invitati a compilare il questionario, disponibile in lingua italiana on-line all'indirizzo http://return.ifl-leipzig.de. La compilazione richiede circa 20 minuti e permette di partecipare all'estrazione di buoni per l'acquisto di libri per un valore complessivo di 300 euro. Per maggiori informazioni sul progetto si invita a consultare il sito ufficiale www.re-migrants.eu.

 

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