RIORDINO ENTI LOCALI: LE PROPOSTE DELLE COMUNITÀ MONTANE E DELL'UNCEM PIEMONTE

Venerdì 3 febbraio, consultazione sui disegni di legge in Consiglio regionale, a Torino
I presidenti delle Comunità montane del Piemonte con il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo

I presidenti delle 22 Comunità montane del Piemonte e i vertici dell'Uncem, nella mattinata di domani, venerdì 3 febbraio, presenteranno le proposte di modifica e integrazione dei due disegni di legge (191 e 192) che hanno tra gli obiettivi il riordino degli enti locali e l'organizzazione di nuove unioni di Comuni. Il Consiglio regionale - con il presidente Valerio Cattaneo e i componenti della prima commissione consigliare - ha infatti convocato i presidenti per analizzare i testi normativi e ascoltare le esigenze del territorio. «Si tratta di un'occasione importante per delineare un percorso condiviso di riorganizzazione territoriale, voluto dalla Giunta regionale, al quale l'Uncem non si è mai sottratto, offrendo spunti di ragionamento e puntando sull'efficace gestione dei servizi ai cittadini nei Comuni, ma anche sul necessario sviluppo socio-economico delle aree montane, il 53% del Piemonte, sancito dall'articolo 44 della Costituzione italiana e dall'articolo 8 dello Statuto regionale», sottolinea il presidente Lido Riba.

«Le Comunità montane piemontesi potranno trasformarsi in Unioni montane di Comuni, secondo un'indicazione data anche dalla Carta delle Autonomie, sulla quale ripartirà nei prossimi giorni il dibattito in Senato - prosegue Riba - La Regione dovrà guidare questo processo e i sindaci, riuniti oggi nelle Assemblee delle Comunità, esprimeranno le necessità di trasformazione di ciascun territorio. Il sistema attuale non va distrutto ed frantumato. Da alcune Comunità, potranno nascere una o più unioni. In questi mesi, è stato importantissimo il dialogo e il confronto con Anci e Legautonomie. Con loro abbiamo individuato due limiti per le Unioni montane: 5.000 abitanti minimi e almeno 10 Comuni contermini, con la possibilità di motivate deroghe. Non ci saranno limite demografico o di Comuni nel caso in cui la Comunità si trasformi in una sola Unione montana. Certamente, alle nuove unioni dovranno essere trasferiti direttamente personale e funzioni». Punto fondamentale, quello del finanziamento agli enti sovraccomunali: «La Regione si è dotata nel 1999 di una "legge-montagna", la legge 16, che garantisce alle Comunità il 20 per cento delle accise sul metano. Si tratta di una legge tutt'ora in vigore che va tenuta fermamente presente oggi, mentre il Consiglio regionale si appresta ad analizzare e a inserire le cifre nel bilancio - evidenzia il presidente dell'Uncem - Sono 20 milioni di euro che permettono di pagare 435 dipendenti delle Comunità e di garantirne il funzionamento. Nell'incontro di domani, i presidenti presenteranno le attività che da quarant'anni stanno svolgendo per lo sviluppo delle Terre Alte, garantendo complessivamente 80 milioni di euro di investimenti e progetti, anche con fondi comunitari, ma soprattutto dando al territorio 1.500 posti di lavoro, tra quelli diretti e quelli dell'indotto. Pilastri della montagna, area determinante per la crescita del Piemonte».

 
Uncem
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