LE MIGLIORI TECNOLOGIE PER PRODURRE ENERGIA DAL LEGNO

Presentato il progetto della centrale di Paesana. La montagna del Piemonte all'avanguardia in Italia nello sviluppo della filiera legno-energia

«Il Piemonte, con i suoi 900mila ettari di foreste, è la Regione italiana che potrà delineare il migliore percorso nello sviluppo della filiera legno-energia. Il programma avviato per la valorizzazione del legno delle vallate alpine e appenniniche è sicuramente un modello per tutto il territorio nazionale». Così Lido Riba, presidente dell'Uncem Piemonte, presentando la nuova centrale a biomasse di Paesana (CN), nata dall'iniziativa di un soggetto privato, in accordo con il Comune e con alcune imprese del territorio. Calore ed energia elettrica dal legno attraverso la tecnologia della pirogassificazione: un modello sperimentato con successo in numerose centrali in Austria, Germania e altri Paesi europei, pronto a essere replicato anche nelle Terre Alte del Piemonte. «Sono quindici i progetti di piccole centrali che l'Uncem sta seguendo - spiega Riba - naturalmente con le Comunità montane e i Comuni, con le aziende private e con gli operatori forestali che si dovranno occupare dell'approvvigionamento della biomasse. Sono tutti anelli che nella catena della filiera devono essere uniti, come richiesto dalla Regione Piemonte e dalle Province, i soggetti autorizzativi».

La Relazione programmatica sull'energia della Regione Piemonte stima una disponibilità di circa 2 milioni di tonnellate l'anno di legno, ovviamente rispettando i criteri di massima sostenibilità per il territorio e l'ambiente (non si tratta di taglio incontrollato, ma di corretta gestione forestale). In media, ogni ettaro di superficie forestale può produrre circa 3 tonnellate di legno l'anno, nell'ambito di un piano di gestione forestale di 15 anni. Le recenti evoluzioni tecnologiche nei processi di valorizzazione energetica dalle biomasse, permettono di pagare la biomassa anche 80 euro la tonnellata, grazie agli incentivi statali che portano il prezzo dell'energia a 0,28 euro al chilowatt. Questo valore può ragionevolmente prevedere un rapido sviluppo di filiere locali. Già disponibili le tecnologie con impianti di piccola taglia, ottimali a 200 o 400 chilowatt elettrici di potenza. L'obiettivo è sempre portare gli impianti alle biomasse. Recenti stime effettuate dall'Ipla dimostrano che, in ambiente montano, con l'energia prodotta da biomasse, si crea un posto di lavoro nella filiera del legno ogni quaranta chilowatt di potenza installata (dieci utenze domestiche) in un impianto a biomasse di nuova generazione.

«Sono dispiaciuto che alcuni organi di informazione, dopo il Consiglio comunale di Paesana, abbiano fatto cenno solo a un fuorviante paragone tra le emissioni della centrale di Paesana e quella di Envie. Qualsiasi intendimento polemico è inutile e danneggia territorio e imprese locali. È assolutamente improprio paragonare tecnologie diverse per produrre energia elettrica e termica dal legno - sottolinea Lido Riba - Ciascuna ha proprie caratteristiche, propri rendimenti, necessità diverse. Tutte rispettano con efficacia i parametri dattati dagli organismi competenti, in materia di emissioni e rendimenti. L'ho spiegato molto chiaramente nella serata pubblica a Paesana, per la quale ringrazio gli Amministratori comunali e tutti i cittadini presenti. Con l'Uncem abbiamo visitato gran parte degli impianti funzionanti in Europa e abbiamo conosciuto decine di aziende produttrici di tecnologia. Tutti gli impianti, in Italia, per essere autorizzati devono avere emissioni bassissime e naturalmente ricevere biomassa dalle filiere locali. Si tratta di grandissime opportunità. In Piemonte vi sono già alcuni impianti funzionanti, sia con tecnologia a combustione, quindi con turbina a vapore o a ciclo chiuso di fluidi, sia con tecnologia a gassificazione, di taglie diverse. Immettono energia elettrica nella rete nazionale ed alimentano, con l'acqua calda, reti di teleriscaldamento. I vantaggi per la collettività sono del tutto evidenti, nel risparmio economico e nelle minori emissioni ambientali collegate spesso alla dismissione, da parte di enti pubblici o privati, di obsoleti impianti a combustibili fossili, come il gasolio».

Prosegue Riba: «Ho visitato la scorsa settimana la centrale di Envie - realizzata dalla Mombracco Energy che ringrazio per la disponibilità assieme al presidente dell'azienda Pezzolato Spa che mi ha accompagnato nel suo stabilimento, importante realtà del territorio - e ho constatato direttamente l'utilizzo di biomasse locali, in particolare dalle aree frutticole della Provincia, e l'impatto ambientale pari a zero dell'impianto. È così per molti altri progetti che stanno nascendo, volti a valorizzare il territorio, la montagna e i beni collettivi - quale è il legno -, a creare nuovi posti di lavoro in una filiera sull'arco alpino fino a pochi anni fa dimenticata, a differenza di molti altri paesi europei. Ecco perché il Piemonte, che oggi la riscopre e la rilancia, è un esempio prezioso per tutta l'Italia».

 

Uncem
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