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Il tavolo dei relatori Il tavolo dei relatori
Il pubblico presente all'incontro Il pubblico presente all'incontro

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Il dossier Uncem sulla filiera legno in Piemonte Il dossier Uncem sulla filiera legno in Piemonte
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L'intervento di Giuseppe Tresso di PieMonti Risorse Srl L'intervento di Giuseppe Tresso di PieMonti Risorse Srl
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L'intervento di Giorgio Dalmasso dell'Ipla L'intervento di Giorgio Dalmasso dell'Ipla
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L'intervento di Giuseppe Tardivo, ordinario di Economia all'Università di Torino L'intervento di Giuseppe Tardivo, ordinario di Economia all'Università di Torino
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L'intervento di Roberto Isola, esperto di energie rinnovabili L'intervento di Roberto Isola, esperto di energie rinnovabili
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LA FILIERA LEGNO-ENERGIA. LO SVILUPPO CHE MUOVE LA MONTAGNA

TUTTO IL MATERIALE SUL CONVEGNO DI CUNEO DA SCARICARE. Le relazioni e i numeri della filiera forestale in Piemonte
Lo studio Uncem sulla filiera legno nelle Terre Alte

La filiera del legno è il motore del nuovo sviluppo dei territori montani del Piemonte. Con progetti concreti, all'interno di programmi che coinvolgono enti locali, imprese, istituti di ricerca e università. Lo hanno confermato i relatori intervenuti stamani a Cuneo (presso la sala Fondazione CRC) al convegno promosso dall'Uncem Piemonte "La filiera legno-energia. Lo sviluppo che muove la montagna". «Da quando, sette anni fa, abbiamo iniziato il percorso - spiega il presidente Uncem Lido Riba - molti progetti sono partiti. Sono nati i consorzi forestali di proprietari nelle 22 Comunità montane, le piattaforme di gestione del legno ed entro la fine del 2012 entreranno in funzione i primi impianti che trasformano la biomassa, il legno, in energia elettrica e calore, con sistemi tecnologici tra i più avanzati in Europa. Si tratta dei vettori di un nuovo utilizzo delle nostre foreste, con evidenti vantaggi ambientali, paesaggistici, ma soprattutto economici per le comunità che abitano la montagna». I boschi sono i naturali "pozzi di petrolio" dai quali passa il nuovo sviluppo socio-economico della montagna piemontese, con la creazione di oltre tremila posti di lavoro grazie a una corretta e sostenibile gestione forestale. 

Proprio la disponibilità di biomassa nelle aree montane, l'attuale utilizzo, il potenziale energetico, i nuovi progetti, sono al centro del dossier realizzato dall'Uncem - con il contributo della Fondazione CRC - "La filiera legno nelle Terre Alte", scaricabile dal sito internet www.uncem.piemonte.it. In Piemonte vi sono 900mila ettari di foreste, il 90 per cento in montagna, di cui due terzi gestibili per lo sviluppo della filiera legno. La relazione programmatica regionale sull'energia stima una disponibilità di 2 milioni di tonnellate di legno prelevabile ogni anno, rispettando i criteri di massima sostenibilità per il territorio e l'ambiente. E «la sicurezza del lavoro in bosco è un punto fermo», ha sottolineato a Cuneo Mario Vidoni della Stihl Italia. In media, ogni ettaro di superficie forestale in Piemonte può produrre circa 3 tonnellate di legno l'anno, nell'ambito di un piano di gestione di 15 anni. I dati della Provincia di Cuneo parlano chiaro: 4.200 ettari di superficie boscata, 279mila tonnellate l'anno prelevabili con efficaci piani di gestione, 350 addetti impiegabili, 6milioni di euro di gettito da trasferire ai proprietari dei lotti boschivi e 17milioni per gli interventi in foresta delle imprese, oltre 12 megawatt di potenza elettrica producibile con piccoli gassificatori di biomassa legnosa. Le recenti evoluzioni tecnologiche nei processi di valorizzazione energetica delle biomasse, con gli impianti di piccola taglia (l'Uncem ne sta seguendo quindici nelle Comunità montane piemontesi), permettono di prevedere un rapido ed efficace sviluppo di filiere locali, con la nascita di consorzi di proprietari, di imprese e di piattaforme logistiche di gestione del legno. Un modello virtuoso, ben integrato con il territorio, già sperimentato in altre regioni dell'arco alpino. L'obiettivo è portare gli impianti alle biomasse. In ambiente montano, con l'energia termica ed elettrica prodotta con il cippato di legno, si crea un posto di lavoro nella filiera forestale ogni quaranta chilowatt di potenza installata. Lo hanno confermato a Cuneo Giuseppe Tresso, di PieMonti Risorse Srl, Roberto Isola per il Club della Gassificazione e Giorgio Dalmasso, dirigente Ipla. Lo sviluppo della filiera legno è un punto fermo per il futuro dell'economia del Piemonte. «La montagna può e deve dare il suo grande contributo», ha spiegato Giuseppe Tardivo, ordinario di Economia all'Università di Torino. Le imprese hanno un ruolo fondamentale: sia i produttori di tecnologia per la trasformazione della biomassa forestale, sia gli investitori. Un aspetto indispensabile evidenziato da Stefano Neri, Amministratore delegato della Terni Green, impresa che ha scelto il Piemonte per i nuovi investimenti nel campo delle rinnovabili e in particolare delle biomasse. Il segretario generale della Fondazione CRC Fulvio Molinengo ha messo in luce il grande impegno sui fronti della green economy, che proseguirà nei prossimi anni.

Anche la politica e gli enti locali devono fare la loro parte. Ne sono certi Teresio Delfino, deputato, Luca Colombatto, assessore provinciale all'Energia e all'Ambiente, e Mino Taricco, Consigliere regionale, presente a Cuneo con il collega Maurizio Lupi. «Quando avviammo con Uncem e Ipla - ha rilevato Taricco - i progetti pilota per lo sviluppo della filiera legno-energia nelle Terre Alte, rispondemmo all'esigenza di un percorso virtuoso, concreto, che non ci facesse perdere importanti treni. Abbiamo fatto strada e oggi alcune esperienze iniziano a camminare, proprio mentre stanno per arrivare i nuovi decreti sulle energie rinnovabili, con le nuove tariffe di incentivazione. Dopo questi atti, la Regione dovrà mettere mano al quadro normativo e trovare strumenti finanziari per sostenere le imprese che fanno investimenti nelle fasi iniziali, le più critiche. Altra necessità è agire per ridurre i tempi autorizzativi degli impianti. La stagione che stiamo vivendo è certamente importante per queste filiere. C'è un percorso avviato, concreto e denso di obiettivi realizzabili. In questo si inserisce il grande lavoro delle Comunità montane configurate come Agenzie di Sviluppo del territorio, che stanno coordinando i progetti strategici per le Terre Alte, vincendo nuove sfide imprenditoriali».

 

Uncem
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